Case Ater a rischio crollo, via ai traslochi

Ortona. Da oggi il recupero degli effetti personali negli appartamenti: scatta il piano per la sicurezza
ORTONA . Partono oggi le operazioni di recupero degli effetti personali degli inquilini evacuati dalle due palazzine Ater a rischio crollo. Il sindaco di Ortona Leo Castiglione ha firmato l’ordinanza necessaria affinché l’intervento possa avere inizio. Un provvedimento che è arrivato a seguito dell’elaborazione di un piano per la sicurezza, sia della ditta specializzata che opererà all’interno dei due immobili ai civici 23 e 25 di piazza 28 Dicembre, che degli stessi residenti.
Questo è stato prodotto da un tecnico ed è parte integrante dell’ordinanza firmata dal primo cittadino ortonese. Viene quindi sottolineato che l’esecuzione degli interventi deve avvenire per fasi. «Il trasloco dovrà essere organizzato in maniera da garantire che le operazioni siano effettuate un appartamento alla volta per palazzina, a partire dai piani più alti. Due familiari al massimo per appartamento potranno assistere al trasloco della ditta specializzata», viene rimarcato nell’atto sindacale. Il tutto, secondo il cronoprogramma verrà portato a termine in otto giorni.
Per il presidente dell’Ater di Chieti, Antonio Tavani, tutta la sua struttura e il Comune di Ortona, sono giorni di duro lavoro per garantire alle sedici famiglie interessate dai disagi una sistemazione nel minor tempo possibile. Nel provvedimento, inoltre, viene interdetto il passaggio pedonale e il tratto di strada di accesso agli edifici di Fontegrande a rischio crollo, indicato attraverso transennamento e idonea segnaletica da parte dell’Ater.
«Vogliamo che gli inquilini si ambientino il prima possibile nei nuovi locali affinché possano trascorrere un Natale sereno e tranquillo», ha detto nei giorni scorsi al Centro il presidente Tavani. L’evacuazione si è resa necessaria perché «non è possibile affermare se le palazzine 2 e 3, gemelle della 1 (quella dove due pilastri hanno ceduto), siano sicure», si legge in una relazione. «I documenti ritrovati mostrano che alcuni pilastri della palazzina 2 erano già danneggiati nel 1984 e per questa ragione erano stati prescritti degli interventi urgenti di rinforzo. Purtroppo, dalla documentazione disponibile e dal sopralluogo effettuato, non è stato possibile confermare che gli interventi previsti per la messa in sicurezza siano stati effettuati correttamente». (a.s.)
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