Case Ater, lavori a rilento «Ingabbiati nell’edificio»

Ortona. Rione San Giuseppe: la protesta dei residenti al civico 86 di via Morello «Finestre chiuse da mesi con vetri rotti e fili della luce penzoloni, alloggi al buio»
ORTONA. Via Morello, civico 26, quartiere San Giuseppe. Arriva da qui la segnalazione al Centro di un disagio che va avanti da mesi: i lavori avviati dall’Ater sembrano non finire mai e le famiglie della palazzina, sei complessivamente, vivono tra grandissime difficoltà legate alla precarietà della situazione. Ci sono anche anziani ed è proprio la nipote di una di loro a richiamare l’attenzione sulle condizioni alle quali i residenti sono costretti.
«A quasi un anno dall’inizio dei lavori, questi non sono stati ancora ultimati», è la denuncia, «le sei famiglie sono letteralmente ingabbiate, senza la possibilità di poter aprire le finestre e, anzi, sono stati lasciati vetri rotti e fili della luce pendenti». Sua zia ha 82 anni e «non vede la luce da 10 mesi», ci viene raccontato. Il motivo di quest’ultima affermazione va ricercato nei ponteggi che sono stati allestiti all’esterno della palazzina e che limitano la quotidianità degli abitanti dell’edificio. Il cartello che descrive i lavori parla di un programma innovativo in ambito urbano denominato “contratto di quartiere II”. Più nello specifico si tratta di lavori per interventi finalizzati al recupero e alla ristrutturazione di una palazzina di edilizia residenziale pubblica. Un appalto per un importo complessivo di 278.718,20 euro, mentre l’importo del contratto e di 183.758,92 euro e gli oneri per la sicurezza pari a 28.845,09 euro. Alla voce “contratto”, inoltre, corrisponde una data precisa: sul cartello infatti si legge «Rep n. 2659 del 09/02/2018».
Un’indicazione temporale a cui si aggiunge quella fornitaci attraverso la segnalazione: «Le opere sono iniziate già da prima dell’estate», ci dice la signora che si è rivolta al giornale, «i residenti hanno trascorso la stagione calda senza poter aprire le finestre. Gli interventi fino ad oggi sono stati fatti a singhiozzo, senza una vera e propria continuità, tant’è che a distanza di diversi mesi non sono stati ancora completati».
Tutto questo crea grosse difficoltà agli abitanti degli appartamenti, soprattutto agli anziani come lo è la zia della donna: «È praticamente barricata in casa, non può aprire le finestre tanto che il bucato deve stenderlo in casa», dichiara evidenziando i disagi che comporta una tale condizione. «Non so più a chi rivolgermi per cercare di trovare una soluzione. Ho tentato di contattare anche il sindaco Leo Castiglione, ho parlato con l’Ater ma la situazione è rimasta tuttora invariata. Mi auguro», conclude come a lanciare un appello, «che tutto possa risolversi al più presto».
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