Case, commissione «stoppata»

16 Settembre 2014

Assegnazioni illegittime, la delibera che prorogava l’incarico all’organo consigliare non arriva in aula

CHIETI. La commissione di inchiesta del Comune è stata fermata. Non si deve occupare più del lavoro di verifica sulle case popolari assegnate «illegittimamente» e sulle quali la procura della repubblica ha aperto una inchiesta parallela al caso dell’ex assessore Ivo D’Agostino, per il quale la stessa pm Lucia Anna Campo ha chiesto il rinvio a giudizio per concussione e violenza sessuale su sette donne alle quali, secondo l’accusa, veniva richiesto sesso in cambio di un alloggio. In una riunione dei capigruppo, all’unanimità, è stata approvata una delibera con la quale il consiglio comunale avrebbe dovuto prorogare l’incarico alla commissione, presieduta dal consigliere comunale del Pd Gabriele Salvatore, che ha già scoperto 16 casi di assegnazioni fatte fuori graduatoria. Ma questa delibera in aula non è mai arrivata. La commissione fino ad ora ha analizzato le fascicoli del 2013, del 2012 e di parte del 2011. Tutta la storia è finita anche all’attenzione della trasmissione Quinta Colonna, l’8 settembre scorso.

Intanto sul fronte delle indagini, per le quali la procura ha delegato la squadra mobile, sembra che siano state concluse e che sia già pronta una relazione da consegnare al magistrato.

«Al di là delle indagini e delle eventuali responsabilità», dice il presidente della commissione Salvatore, «la situazione di illegalità continua perché ci sono ancora persone e famiglie che occupano la casa-alloggio illegittimamente». C’è il caso clamoroso di coniugi che hanno finto una separazione e oggi si ritrovano con due case pur vivendo di fatto sotto lo stesso tetto. Salvatore fa sapere che in consiglio comunale tutti i consiglieri di opposizione e gran parte della maggioranza avevano votato un ordine del giorno con il quale si chiedeva di ristabilire la legalità. «Ma», aggiunge il consigliere del Pd, «il consiglieri di maggioranza del gruppo Ndc non hanno votato e tra questi c’è il sindaco e Carla Di Biase».

Ma Salvatore ne ha anche per il nuovo regolamento disposto dall’assessore alle politiche della casa Dario Marrocco, regolamento che fissa i criteri di assegnazione per la formazione di una nuova graduatoria. Secondo Salvatore il provvedimento è stato approvato solo dalla giunta invece avrebbe dovuto avere il vaglio anche del consiglio comunale. E qui il presidente della commissione di vigilanza ne traccia una ragione politica e non solo. «Se il regolamento fosse arrivato in consiglio con ogni probabilità sarebbe stato cambiato, considerato che la maggioranza non avrebbe avuto la forza numerica di farlo approvare così come è».

L’altra problematica è quella del contributi della Regione previsti per quelle persone che, pur avendo bisogno di un alloggio non sono in graduatoria, e che per questo beneficerebbero di un contributo. «Gli atti deliberativi per ottenere queste somme, che si aggirano intorno ai 20-30mila euro non sono stati fatti», dice Salvatore, «con il rischio che i contributi preziosi per molte persone vadano persi. L’assessore Marrocco cosa ha fatto?».

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