Case di riposo a rischio paralisi: in bilico il futuro di 30 lavoratori

28 Marzo 2023

Gravi criticità economiche. Ieri l’incontro tra Regione, sindacati, Asl e vertici degli istituti riuniti A preoccupare sono le sorti dei dipendenti delle cooperative che non ricevono gli stipendi da mesi

CHIETI. «Le buone intenzioni ci sono, ma gli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista viaggiano con il freno a mano tirato: sulla carta ci sono 114 posti letto, ma ne utilizzano 90 scarsi e un reparto è completamente chiuso». È il commento lapidario di Marco Angelucci, sindacalista della Uil Fpl, subito dopo l’incontro che si è tenuto ieri mattina con gli assessori regionali Pietro Quaresimale (Politiche sociali) e Nicoletta Verì (Sanità), con i vertici amministrativi della Asl e dell’Asp (Azienda servizi alla persona) per definire le sorti della casa di riposo, presieduta da Concezio Tilli, rimasta indietro da mesi nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti e nel saldo dei fornitori che gestiscono i servizi esternalizzati.
Se non si dovessero trovare soluzioni nel breve tempo, c’è il rischio concreto che l’azienda sia costretta a bloccare le attività assistenziali, compresi i servizi minimi che dovrebbero essere garantiti per legge ai circa 94 pazienti (in massima parte anziani non autosufficienti, allettati e disabili). Nell’incontro la Regione ha confermato i contributi per 3 milioni di euro in favore di tutte le Asp regionali e la variazione di bilancio di altri 7 milioni, deliberata dalla giunta.
La speranza dei sindacalisti Giuseppe Rucci (Fp Cgil) Gaspare Spoltore (Cisl Fp), Angelucci (Uil Fpl) e Gabriele Mancini (Fiasl) è riposta nella nomina del nuovo presidente dell’Asp, che dovrebbe essere ufficializzata a breve dalla Regione, e dal nuovo consiglio di amministrazione, chiamato «a dare una nuova spinta amministrativa all’ente». La vera incognita riguarda però gli stipendi dei dipendenti assunti con le cooperative. «Sono tra i 30 e i 35», spiega Angelucci, «a fronte degli altri 40 contrattualizzati direttamente dalla struttura. Per questi ultimi la Regione si è impegnata, attraverso la transazione della Asl, per consentire agli istituti riuniti di erogare le somme arretrate e proseguire così l’assistenza. Per i lavoratori delle cooperative, invece, attendiamo risposte da qui a qualche settimana».
Le criticità economiche e i problemi di liquidità finanziaria sono stati determinati da «un atavico ritardo nell’incasso tempestivo delle quote di compartecipazione sociale a carico dei Comuni, mai puntuali nel loro adempimento» e dalla «mancata retribuzione da parte della Asl di Chieti di tante prestazioni di ricovero effettuate ma non riconosciute», determinando crediti non riscossi finiti anche al centro di cause pendenti. Quanto al contenzioso in atto tra la Asp e la Asl, le parti si sono dette disponibili a un accordo.
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