Case di riposo ancora senza fondi niente stipendio ai 60 dipendenti

7 Maggio 2023

Il San Giovanni Battista anche questo mese aspetta l’erogazione dei finanziamenti assicurati dalla Asl I sindacati: non rispettati gli impegni presi. Bloccata la nomina del presidente del cda già individuato

CHIETI. Stipendi a rischio per la sessantina di dipendenti degli istituti riuniti di assistenza San Giovanni Battista. Con la Asl ancora latitante, anche questo mese, proprio come era successo il mese scorso, la direttrice della struttura Luisa Caramanico ha dovuto dire ai rappresentanti sindacali che non sa se e quando potrà pagare gli stipendi. Già ad aprile aveva detto che per le spettanze si doveva attendere che la Asl onorasse la promessa fatta in relazione a una transazione. Solo così sarebbe arrivata liquidità nelle casse dell’istituto che dà ospitalità a un centinaio di pazienti, tra anziani e disabili.
Lo scorso mese gli stipendi, dopo l’allarme lanciato dalla direttrice, erano stati alla fine pagati ma solo raschiando il fondo del barile, perché i soldi della Asl non erano arrivati. E così, un mese dopo, i problemi si ripresentano uguali. «Noi lavoriamo per un ente pubblico, non è possibile che ogni mese ci viene detto che non si sa se ci possono pagare», dicono le componenti della rappresentanza sindacale unitaria Rosalia Pini, Federica Di Diodato, Emma De Vincentiis e Patrizia Paolini, «lo scorso 27 marzo c’è stato un incontro in Regione con l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì e i vertici della Asl che si erano accordati su alcuni punti che andavano assolutamente rispettati. La Asl si era impegnata a concludere la transazione entro dieci giorni. E invece sono passati quasi due mesi e nulla è successo. Non sappiamo che cosa ha portato al blocco della transazione. Quello che sappiamo è che noi dipendenti siamo considerati di serie Z rispetto al resto del panorama dei dipendenti pubblici. Eppure facciamo un delicatissimo lavoro di assistenza per persone anziane o disabili».
L’istituto si trascina questa situazione da anni, tanto che i dipendenti non hanno ricevuti gli arretrati contrattuali, «che per legge», ricorda la rsu, «dovevano essere erogati a 30 giorni dalla firma del contratto collettivo nazionale di lavoro e invece nel nostro caso sono passati oltre 150 giorni e non sono stati erogati». E non c’è solo l’incertezza sugli stipendi e i mancati arretrati contrattuali, ma anche il problema dei premi di produzione non erogati dal 2018. Insomma l’ex Ipab confluita nella Asp (Azienda di servizi alle persone) è ormai al collasso: non solo non si riesce a pagare i dipendenti ma anche con i fornitori la situazione è difficile.
Nell'incontro del 27 marzo era stato anche stabilito che da lì a una settimana sarebbe stato nominato il presidente del cda della Asp – già individuato nell'attuale consigliere d’amministrazione Concezio Tilli – e invece anche la presidenza sembra essersi bloccata. E in questo caso non si tratta di una semplice nomina politica al palo, ma di un’assenza che ha contraccolpi anche a livello amministrativo. Tra le cause dei problemi economici c’è anche la delibera del dicembre 2021 con cui la Regione ha assegnato alla struttura un budget dimezzato, di circa un milione e 600mila euro, a fronte dei tre milioni di euro assegnati nel passato.
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