Case popolari a pezzi: «Subito i lavori»

L’opposizione al Comune: non si può aspettare che accadano tragedie come a Genova, vanno sollecitate Ater e Regione
LANCIANO. «I palazzi Ater nel quartiere Santa Rita cadono a pezzi. Il Comune deve sollecitare i lavori per tutelare l’incolumità dei cittadini e non aspettare che accadano tragedie come a Genova per intervenire». È la consigliera comunale Graziella Di Campli (FI) a guidare l’opposizione che in una mozione, in discussione venerdì in consiglio comunale, chiede all’amministrazione interventi indifferibili ed urgenti di straordinaria manutenzione su alcuni palazzi Ater nel quartiere Santa Rita. I consiglieri chiedono al sindaco di istituire un tavolo di confronto con l’Ater -in cui ci sia un esponente di maggioranza e uno di minoranza- per programmare azioni di manutenzione straordinaria non più rinviabili; far redigere un regolamento da portare all’attenzione del consiglio per stabilire nel dettaglio le competenze dell’ente e quelle dell’Ater per evitare di giocare a ping-pong con i cittadini e muoversi con la Regione perché attivi tutti i canali necessari per risolvere i problemi. «Sono stata di persona in alcune case Ater chiamata dagli inquilini», dice Di Campli, «e ho visto che la situazione è disastrosa. Il Comune deve rendersi conto dello stato di degrado dell’edilizia pubblica, delle condizioni critiche della viabilità in queste aree, deve chiedere all’Ater e alla Regione manutenzioni straordinarie. Ci sono palazzi, in via Masciangelo e piazza Aldo Moro, che cadono letteralmente a pezzi. E in questi appartamenti vivono decine di famiglie». In via Sigismondi, via Marciani e via Bellisario ci sono palazzi con crepe evidenti: si nota l’antiruggine messa sui ferri ormai sporgenti che reggono la struttura degli edifici. Balconi da cui si staccano pezzi di intonaco o che sono retti da impalcature. Infiltrazioni di acqua dai tetti e dagli infissi, muffa, scale non a norma. «Sono palazzi che attendono manutenzioni da 50 anni», riprende Di Campli, «sono nel quartiere più popoloso della città, dove negli ultimi tempi si sono realizzate nuove e moderne costruzioni e creano degrado ambientale e strutturale. Servono interventi ora, non dobbiamo attendere che accada una tragedia come a Genova per intervenire in emergenza. Bisogna lavorare ora. Sistemare questi palazzi spetta all’Ater, ma il Comune deve tutelare i propri cittadini e ce ne sono centinaia che vivono in questi alloggi. Serve un’azione congiunta con l’Ater che porti la Regione a finanziare grandi interventi su case che hanno problemi strutturali. Inoltre non deve avvenire più lo scarica barile tra Comune e Ater, come denunciato da molti inquilini. Serve un regolamento preciso che definisca chi interviene e dove, evitando che si giochi a ping-pong con i cittadini».
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