«Case popolari assegnate dai politici»

29 Giugno 2014

L’ombra del voto di scambio dietro agli alloggi del Comune: il segretario del Pd Di Giovanni svela retroscena da procura

CHIETI. Il Pd non ci sta. Il giorno dopo il consiglio comunale che ha messo a tacere lo scandalo delle case parcheggio spara a zero contro la politica dei favori e degli scambi.

E’ Filippo Di Giovanni che lancia un’accusa pesante con la speranza che a raccoglierla sia il pubblico ministero, Lucia Campo, che conduce l’inchiesta bis sull’ex assessore Ivo D’Agostino, arrestato quasi un anno fa, ed i presunti favoritismi nell’assegnazione delle case popolari e dei contributi del Comune per i sottoreddito di Chieti.

Ma non solo i poveri hanno avuto casa e aiuti economici. Di Giovanni ne è sicuro 24 ore dopo la bocciatura del suo ordine del giorno che chiedeva il riconoscimento di una “culpa in vigilando” da parte del sindaco, Umberto Di Primio, per non essersi accorto delle assegnazioni pilotate. Il segnale politico della maggioranza è chiaro: dice no al mea culpa. Ma la politica questa volta va ad incrociarsi con l’azione della procura. Arriviamo così al dunque. Tre i fatti riferiti al Centro dal segretario cittadino del Pd. Tre notizie di reato? Spetta alla procura e alla Squadra Mobile che ha l’indagine a stabilirlo. «Una funzionaria dell’ufficio case, sentita dalla commissione d’indagine del Comune, ha affermato chiaramente di aver fatto certe cose perché la politica lo chiedeva». E’ il primo punto messo dall’esponente del Pd. Quando la funzionaria sarà sentita dall’inquirente dovrà spiegare che cosa le ha chiesto di fare la politica. Voto di scambio con le case parcheggio?

Passiamo alla seconda notizia: «La stessa funzionaria», afferma Di Giovanni, «ha dichiarato che dopo l’arresto dell’assessore D’Agostino le fu dato un elenco di dieci alloggi da assegnare. E lei lo fece. Ma a decidere quei nomi fu un alto politico». Altro che graduatoria.

Il terzo fatto è inquietante. A raccontarlo a Di Giovanni è stato un disabile di Chieti Scalo in regola con la legge, cioè inserito nella graduatoria. Il suo turno è arrivato un giorno di pochi mesi fa, sempre dopo l’uscita di scena di D’Agostino. La morte dell’inquilino di un alloggio popolare di via Amiterno gli dava infatti il diritto a quella casa». Ma il disabile la trova occupata.

«Sulla porta nessun segno di effrazione. Questo significa che l’abusivo è entrato perché qualcuno gli ha dato le chiavi. Quel qualcuno era un politico oppure un funzionario?», domanda il segretario del Pd che è pronto a raccontare questi episodi al magistrato e conclude con un siluro: «C’è un patto scellerato tra chi utilizza la posizione politica per fatti personali e funzionari conniventi».

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