Case popolari, degrado e proteste Il Comune: «Pronti a intervenire»

5 Febbraio 2022

Ferrara e Raimondi: «Situazioni indecorose, ma non è colpa nostra. Ora investiremo 100mila euro» Ma l’ente è anche senza personale, chiesto l’intervento dell’Ater per la manutenzione ordinaria

CHIETI. Per le case popolari di via Albanese arrivano 100mila euro da destinare a interventi negli alloggi fortemente degradati. Lo assicurano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle politiche della casa Enrico Raimondi dopo la protesta di una giovane coppia, con una bimba piccola e un altro figlio in arrivo, che vive in 32 metri quadrati di una casa che cade a pezzi a causa delle infiltrazioni d’acqua. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria delle case popolari, il Comune, a corto di risorse e di personale, ha deciso di chiedere aiuto all’Ater ed è ora in attesa che l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Chieti, presieduta da Antonio Tavani, comunichi la propria risposta. «Siamo i primi a dire che si tratta di situazioni indecorose», dicono sindaco e assessore, «ma non le abbiamo create, noi siamo quelli che stanno lavorando per applicare la legge e risolverle». Ferrara e Raimondi ricordano anche l’assegnazione di oltre 3,6 milioni di euro da destinare alla riqualificazione di diverse case popolari della città. I fondi riguardano le case popolari che si trovano in via degli Ernici, in via Maiella, in via delle Robinie, in via delle Acacie e in via dei Platani. Sindaco e assessore ricordano inoltre che gli alloggi di via Albanese avrebbero dovuto essere temporanei, perché destinati a risolvere casi di emergenza abitativa. «Parliamo di situazioni, è bene specificarlo», tornano a sottolineare, «che non siamo stati noi a creare e che non potremo risolvere con un battito di ciglia, perché sono complesse: noi, però, stiamo intervenendo ora per migliorare il patrimonio abitativo della città e fare in modo che ciò che è accaduto lì non si ripeta più. Per questo ci chiediamo cosa abbia fatto per tutto questo tempo chi oggi si comporta come se l’inerzia degli anni scorsi non fosse mai esistita. La situazione di via Albanese sarà affrontata secondo legge, perché le regole vengano rispettate e perché nessuno debba vivere in condizioni indecorose, che siamo noi i primi a certificare. Ma vista la complessità della realtà residenziale pubblica cittadina, per risolvere serve una riorganizzazione che con l’amministrazione Ferrara è iniziata. Non si tratta solo di risorse, ma anche di gestione delle manutenzioni, a causa della situazione degli organici degli uffici, e per via di quella economica e finanziaria dell’ente, abbiamo infatti deciso chiedere all’Ater di prendere in carico le attività di manutenzione degli alloggi, cosa su cui attendiamo a breve una risposta che, se positiva, genererà dei cambiamenti in meglio».
Per quanto riguarda, infine, le attese graduatorie e le relative assegnazioni, sindaco e assessore assicurano che ci siamo: «La procedura è definita», dicono, «e ci saranno solo i tempi fisiologici di pubblicazione per operazioni che avverranno in piena trasparenza e nel rispetto delle normative: vale dire che abbiamo proceduto a un nuovo bando in solo un anno di governo della città, portando a termine una procedura attesa da tempo, grazie a un regolamento comunale che grazie a chi governa oggi finalmente c’è e che darà ai cittadini interessati la tutela e l’ascolto di cui necessitano».
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