Case popolari, lavori in ritardo L’Ater: «La colpa non è nostra»

L’azienda territoriale interviene dopo la protesta dei residenti e risponde ai consiglieri dei 5 Stelle Il presidente Comini: invitiamo a indirizzare le lamentele in altre sedi, non di certo a noi e alla Regione
CHIETI . È un rimbalzo di responsabilità quello che accade in via Pescara dove i residenti delle case popolari lamentano i ritardi dei lavori che vanno avanti da ormai trenta mesi. Le settanta famiglie del villaggio Celdit tornano a protestare e al loro fianco alcuni giorni fa sono scesi anche i pentastellati Barbara Stella e Luca Amicone che hanno intenzione di chiedere un chiarimento in consiglio regionale. Un annuncio che però stride al presidente dell’Ater Chieti, Luigi Comini.
«Invitiamo la consigliera regionale Stella ed il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Chieti Amicone a indirizzare le loro interrogazioni e lamentele ad altre sedi», dice Comini, «non certo all’Ater o alla Regione».
Da parte dell’azienda territoriale c’è comprensione verso i residenti che vivono i quotidiani disagi. «Lavori lenti, fatti non a regola d’arte e il problema delle impalcature», hanno denunciato i cittadini che abitano ai condomini dei civici 156, 158, 160, 162, 164, 166 e 168. Un rallentamento del cantiere «già originato dalla errata valutazione del condominio sull’opportunità di aderire ai benefici del superbonus 110%», ricorda Comini, «tuttavia, apprendiamo con dispiacere che questo disagio sia cavalcato da qualcuno che distorce la realtà dei fatti volendo attribuire all’Ater e, addirittura al governo regionale, responsabilità non proprie. I lavori di ristrutturazione straordinaria della palazzina, progetto 359, per i quali l’azienda ha già anticipato all’operatore economico le quote di sua spettanza pari al 50% dell’intero rientrano, infatti, nell’ambito delle opere finanziate con la misura “Sisma Abruzzo 2009” i cui fondi ammontano complessivamente a 261.339,63 euro, di cui ben 160.826,94 euro per i lavori afferenti la palazzina in oggetto».
Ricorse che, ricorda l’azienda, sono state assegnate al Comune di Chieti «dapprima con deliberazione dell’ufficio speciale per la ricostruzione privata fuori cratere numero 69 del 23 gennaio», sottolinea Comini, «e successivamente affidati con la deliberazione numero 622 del 18 aprile». Dopo diversi solleciti per il trasferimento dei fondi per i lavori attinenti alla parte privata «la stessa richiesta», conclude Comini, «è stata reiterata a dicembre 2022, a febbraio di questo anno, il 20 luglio e, subito dopo la dichiarazione di dissesto del Comune, lo scorso 26 settembre, anche con l’intento di specificare che sono fondi vincolati. Sollecitazioni rimaste, finora, senza esito».
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