Case popolari, lo scandalo va in tv e Di Primio s’infuria

Una trasmissione racconta la vicenda degli alloggi comunali Il sindaco: «Fango su di noi». Ma in piazza non c’è Marrocco
CHIETI. Non c'è l'assessore Dario Marrocco e Rete 4 taglia la Di Biase, mette in piazza lo scandalo delle case popolari, dà una mazzata all'ex assessore, Ivo D'agostino, pedina, in modo impietoso, la figlia della funzionaria comunale, e dà voce alla disperazione dei cittadini. Mentre sullo sfondo della scalinata di San Giustino spicca anche lo striscione di protesta dei dipendenti dell'Ateneo. Così Chieti precipita nel tritacarne mediatico che ha raccontato fatti choc realmente accaduti, nel senso che sono finiti sotto inchiesta, ma il giorno dopo fa esplodere la reazione rabbiosa del sindaco, Umberto Di Primio, che sbotta: «Non ci hanno concesso il contraddittorio, non meritano commenti, si è infangato il nome dell'intera città, chiamata “paese” dal conduttore, con un parterre chiaramente di sinistra». Ma, vista in chiave politica, ad impallinare la giunta Di Primio è stato “il fuoco amico”. Quinta Colonna, in studio, aveva ospiti Alfano, Gasparri e la Meloni. Ed ha macchiato Chieti come la città, anzi il paese, dello “scandalo all'italiana - sesso e favori per una casa”. Oddio, la diretta da Piazza San Giustino è cominciata con un errore pacchiano quando l'inviata ha esordito con una gaffe: «A Chieti il 30% delle case popolari è riservato ai politici», confondendo numeri e leggi (il 30% infatti doveva essere riferito alla quota di alloggi da riservare ogni anno ai casi di emergenza, sfrattati e senza reddito, e non certamente ai politici) ed è quindi proseguita in studio con commenti di demagogia pura su una notizia-bufala.
Archiviato questo esordio da dilettanti, ecco che parte il servizio choc (non per i teatini che hanno ben conosciuto i fatti) dell'inviato Fulvio Benelli, ex Santoro e Annozero passato alla corte della tv berlusconiana, che ha fatto conoscere agli italiani la storia di Campitelli, la cui denuncia ha innescato una delle indagini chiave sulle assegnazioni discrezionali delle case parcheggio. Poi la vicenda di un albanese, con figli piccoli, che si è visto assegnare, con altrettanta discrezionalità, la casa parcheggio occupata abusivamente in via dei Platani.
Quindi, l'inviato, ha tallonato in Piazza Valignani, la figlia dell'ex funzionaria del settore case popolari, in merito ad un contributo per meno abbienti che avrebbe ricevuto dal Comune. Ma la ragazza, che non è indagata, ha respinto “l'attacco” mediatico. Fino ad arrivare all'intervista, con volto oscurato, a una delle sette donne che hanno fatto finire agli arresti D'Agostino. «Hanno negato i miei diritti di donna, aspetto da nove anni casa, anche il nuovo assessore non sa dirmi nulla». Già, il nuovo assessore: non è lui a presentarsi in piazza. Al posto di Marrocco, per replicare all'altro ospite politico della minoranza, Gabriele Salvatore, il sindaco manda la consigliera Di Biase. Ma Quinta Colonna preferisce dare voce ai cittadini. Così quando finalmente tocca alla Di Biase la trasmissione finisce. Chissà che cosa è accaduto poi, a telecamere spente, in Piazza San Giustino. (l.c.)
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