Case rimaste in bilico Davanti c’è il baratro

Si aggrava la frana a Fossacesia. A Lanciano crepe e acqua nelle scuole
FOSSACESIA. Se i residenti della zona volessero uscire all’aria aperta, nel giardino o sul balcone di casa, si troverebbero davanti uno strapiombo. Sono circa una decina le abitazioni che restano aggrappate alla terraferma in via Bonavia, a Fossacesia, anche se parte delle strutture sono proprio in bilico sullo strapiombo causato da una vecchia frana, che è peggiorata con l’ultima ondata di maltempo. La scarpata si è ulteriormente erosa e il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha confermato lo sgombero della zona dopo un sopralluogo tecnico. La frana poi ha comportato il distacco di grossi massi che sono andati ad occupare la carreggiata della strada provinciale 81 che collega Fossacesia a Rocca San Giovanni. «La situazione è preoccupante», dichiara il primo cittadino, «poiché il fenomeno erosivo è notevolmente peggiorato, mettendo a rischio sia le abitazioni sia i numerosi automobilisti che passano lungo la strada provinciale». Il Comune di Fossacesia aveva presentato alla Regione un progetto di contenimento della frana di 4.800.000 euro, ma la Regione pare voglia finanziarne solo 1.100.000. Scelta inconcepibile per il sindaco.
SCUOLE A LANCIANO. Evidenti infiltrazioni, crepe sui muri e termosifoni spenti. Il Blocco Studentesco di Lanciano chiede spiegazioni alle istituzioni, e in particolare alla Provincia di Chieti che gestisce il sistema scolastico degli istituti di istruzione superiore, in merito ai disagi provocati dal maltempo e ancora presenti nelle scuole del comprensorio frentano. «È impensabile», afferma Domenico De Lucia, responsabile lancianese del Blocco Studentesco, «come dopo l’incessante maltempo dei giorni scorsi e le lievi scosse di terremoto, siamo di nuovo qui a parlare di quanto sia importante la sicurezza degli istituti». L’organizzazione studentesca correda le dichiarazioni di diverse foto negli istituti, senza tuttavia specificare in che scuole siano state scattate le immagini. Si notano evidenti chiazze di umidità sui soffitti, crepe sui muri di aule, bagni e palestre, pavimenti allagati d’acqua e pareti intrise di infiltrazioni. Secondo De Lucia, nonostante i controlli che sono stati fatti nei giorni immediatamente precedenti alla riapertura delle scuole, studenti e genitori non sono ancora tranquilli. Un motivo di disagio in più sono, ad esempio, i termosifoni. Il Blocco Studentesco ha riscontrato che le aule sono spesso fredde e inospitali dopo tanti giorni di mancata accensione del riscaldamento. «Chiediamo alla Provincia di effettuare ulteriori controlli igienici e strutturali nelle nostre scuole», conclude la nota del Blocco Studentesco, «così da garantire la vera integrità di servizi e agibilità degli istituti». Nei giorni scorsi a rassicurare sul tempestivo intervento della Provincia per ripristinare l’impianto di riscaldamento nel giro di 24 ore era stata la dirigente scolastica del liceo scientifico Galilei, Eliana De Berardinis, dopo la “protesta del termometro” messa in atto dagli studenti.
LAMA DEI PELIGNI. Rientrano nelle proprie case, dopo una settimana, i circa 30 residenti di via Del Calvario, a Lama dei Peligni. Il sindaco Andrea Di Fabrizio ha rimesso l’ordinanza di sgombero invitando però i cittadini a prestare massima attenzione. «La relazione dei tecnici Meteomont riporta l’abbassamento delle criticità», spiega il sindaco, «ma è chiaro che se dovessero esserci nuove precipitazioni il problema riemergerà nuovamente». Il progetto per proteggere le case e il centro sportivo sulla linea della valanga c’è, ma è fermo al ministero dell’Ambiente dal 2012. Costa circa due milioni di euro e prevede il rafforzamento delle rastrelliere fermaneve a monte, la manutenzione straordinaria di quelle che ci sono e un cuneo spazza fronte a valle in sostituzione della pineta divelta con la valanga del 2001.
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