«Case vicine alla discarica, no al progetto»

Mozzagrogna. Il Comune si schiera contro l’allargamento dell’impianto di Cerratina: la zona va protetta
MOZZAGROGNA. No unanime all’ampliamento della discarica di Cerratina da parte del consiglio comunale di Mozzagrogna che si è riunito ieri sera. La contrarietà ad allargare la discarica consortile in vista dell’esaurimento dello spazio disponibile, tra meno di quattro anni, era stata espressa già dalla minoranza consiliare per voce del gruppo Tradizione e futuro, ma ieri è stata ribadita anche dalla maggioranza. Il sindaco Tommaso Schips ha presentato una delibera dichiaratamente contraria al progetto illustrato nei mesi scorsi dalla società dei rifiuti partecipata dai Comuni soci, EcoLan spa, che aveva avvertito i sindaci della possibilità di dover espandere l’impianto di smaltimento dal momento che le volumetrie residue bastano solo fino al gennaio del 2023. «L’area dove si prevede l’ampliamento della discarica», recita la delibera immediatamente eseguibile, «è adiacente a quella esistente dove, a 500 metri dall’impianto, è situata l’area Sic denominata Bosco di Mozzagrogna e l’ampliamento andrebbe quindi ad interferire con l’area protetta. In località Castel di Septe inoltre, a non più di 450 metri dall’impianto, è presente un nucleo abitato con diverse case sparse. Già in passato quel nucleo e lo stesso Comune hanno subito i danni della presenza di una discarica ancora attiva, in termini di cattivi odori e di limitazioni che nel corso degli anni hanno notevolmente condizionato la qualità della vita degli abitanti». Nella zona, come ricorda ancora il testo della delibera, sono presenti inoltre «attività di imprenditoria agricola (aziende vitivinicole) e alberghiera, un agriturismo, attività industriali e commerciali e vi risiedono 28 famiglie». A distanza di poche centinaia di metri dalla discarica di Cerratina sono presenti inoltre «terreni di pregio dove si ottengono prodotti a denominazione di origine controllata (Doc), di origine protetta (Dop), a indicazione geografica tutelata (Igt) e prodotti ottenuti con la tecnica dell'agricoltura biologica, oltre a un'azienda avicola». Il no ad un aumento di volumetrie della discarica è stato quindi ratificato attraverso il voto della delibera.
Nelle scorse settimane si era espressa contro l’ampliamento anche una ventina di imprenditori della zona tra Lanciano, Atessa e Mozzagrogna tra cui imprese edili, agricole, alimentari e del settore automotive.

