Caserme, è scontro Legnini-Di Primio

1 Luglio 2014

L’incontro in prefettura diventa un j’accuse. Il sottosegretario al sindaco: ora basta con le notizie infondate

CHIETI. «Il nostro obiettivo è fare di Chieti il primo capoluogo di provincia in Italia che investe, risparmia e riorganizza la presenza dello Stato e del sistema pubblico nel suo complesso». Il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, traccia il futuro della città a margine del secondo incontro in prefettura del tavolo istituzionale nato con lo scopo di riutilizzare i tanti immobili pubblici rimasti vuoti a Chieti, a partire dalle caserme che, pian piano, iniziano a riempirsi.

Oggi la Berardi viene affidata ufficialmente all’arma dei carabinieri mentre, a breve, anche la caserma Bucciante, sede dell’ex ospedale militare, sarà consegnata all’Agenzia del Demanio che poi dovrebbe concederla, a titolo gratuito, al Comune come annunciato dal sindaco Di Primio. Il quale, giovedì, riceverà la visita del sottosegretario alla Difesa, onorevole Gioacchino Alfano, proprio per illustrare le buone nuove sulla Bucciante. Ma la partita è anche di natura politica con l’onorevole Legnini che ricorda l’impegno profuso finora per dare nuova vita agli edifici pubblici rimasti vuoti in città.

In un certo senso, seppur velatamente, viene censurato il comportamento del sindaco. «Non ci sono trattative parallele o altre ipotesi al di fuori di quelle che saranno definite con questo progetto. Basta - attacca Legnini - con le improvvisazioni e con le notizie infondate. Sarà il tavolo interistituzionale, con la superiore approvazione delle amministrazioni centrali a partire dal ministero della Difesa e di quello dell’Economia, ad assumere le decisioni conclusive».

Insomma il sottosegretario Legnini bacchetta il sindaco che ha esercitato molte pressioni sul sottosegretario Alfano, collega di partito, per la concessione gratuita della caserma Bucciante dove il comitato cittadino di associazioni costituito per il rilancio della città vuole far traslocare la biblioteca De Meis per dar vita ad una cittadella della cultura. Impreziosita dalla presenza dell’università D’Annunzio che si è detta pronta ad investire sulla Bucciante.

«Per legge spetta all’Agenzia del Demanio la razionalizzazione dell’uso degli immobili pubblici. Sulla Bucciante - spiega Legnini - si valuterà, nell’ambito del progetto complessivo, se trasferirla o no al Comune e la decisione sarà presa in rapporto anche a chi farà gli investimenti per il recupero. L’obiettivo è di utilizzare tale pregiato immobile per la collettività, a partire dall’ipotesi di polo culturale della città con valenza regionale, e non parcheggiarlo in proprietà senza una prospettiva precisa».

Jari Orsini