Caso De Cecco, il giudice si riserva

10 Aprile 2021

Inchiesta sul grano: la procura chiede l’archiviazione, ma c’è un’opposizione

CHIETI. Il giudice del tribunale di Chieti, Luca De Ninis, si è riservato di decidere sull’opposizione alla richiesta di archiviazione per l’inchiesta sul pastificio De Cecco di Fara San Martino che vede coinvolti, per frode in commercio, il presidente del gruppo Filippo Antonio De Cecco, il direttore degli acquisti Mario Aruffo e l’ex direttore controllo qualità Vincenzo Villani. Durante l’udienza di ieri mattina, il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha chiesto l’archiviazione perché il reato contestato «si è rivelato del tutto destituito di fondamento». La stessa tesi è stata sostenuta dalle difese, rappresentate dagli avvocati Marco Femminella, Marco Spagnuolo e Pierluigi De Nardis. Si è opposta Asso-Consum, un’associazione di consumatori, secondo la quale «non è emersa una sufficiente chiarezza per il consumatore circa la provenienza del grano».
Il pm ha sottolineato che, «relativamente alle confezioni di pasta “De Cecco”, sia per quelle in uso fino al gennaio 2020 che per quelle pregresse, sia su quelle confezioni prodotte dai difensori, è riportata in successione la pubblicità del prodotto, che ne esalta le qualità sia nella fase della produzione, e quindi la doverosa indicazione della provenienza degli ingredienti del prodotto. Ebbene, se nella parte relativa alla réclame del prodotto si legge che la pasta contenuta nella confezione è prodotta con i “migliori grani duri; selezioniamo i migliori grani duri italiani, californiani e dell’Arizona per qualità di glutine, salubrità, contenuto proteico, caratteristiche organolettiche...”, viceversa nella comunicazione doverosa per legge, relativa alla provenienza del prodotto, si legge: “pasta di semola di grano duro, può contenere soia – paese di provenienza del grano: paesi Ue e non Ue - paese di molitura: Italia”». La procura arriva a questa conclusione: «L’impiego di grano francese è ricompreso nell’impiego dei grani Ue attestato sulle confezioni di pasta». Non solo: «La scritta pubblicitaria sulle confezioni non è affatto in contrasto con la doverosa indicazione di provenienza del grano. Infatti, la provenienza dei grani da paesi Ue e non Ue è perfettamente coerente con l’impiego reclamizzato anche dei migliori grani italiani, californiani e dell’Arizona». Secondo l’Asso-Consum, invece, «la De Cecco afferma di utilizzare i migliori grani italiani, californiani e dell’Arizona, e questo non corrisponde assolutamente al vero: l’azienda De Cecco ha acquistato e stoccato nei propri magazzini grano di origine francese e ne utilizza anche di provenienti da altri paesi mai menzionati».