Caso Denso al ministero: oggi il vertice più atteso Ecco i timori dell’indotto

Dal colosso di San Salvo dipende il futuro di tante aziende del territorio I sindacati all’unisono: «Va definita subito l’area di crisi complessa»
SAN SALVO. È grande l’attesa nel Vastese per l’incontro in programma oggi al ministero del Lavoro fra rappresentanti del governo, Denso, sindacati e Confindustria. Il vertice, fissato alle 11, vista l’importanza, sarà trasmesso in videoconferenza. I sindacati da mesi chiedono l’avvio del processo per definire l’area di Crisi complessa Vasto-San Salvo. I segretari di Fim, Fiom, Uilm e Fismic – Marco Laviano, Alfredo Fegatelli, Nicola Manzi e Nicola Amicucci – e le rsu sono preoccupati anche per l’incertezza che, a pochi giorni dalla fine della cassa integrazione (31 ottobre), getta ombre sul futuro. E non solo della Denso, perché anche l’indotto è con il fiato sospeso.
«È per questo necessario», dice il presidente della Provincia e sindaco di Vasto Francesco Menna, «avere un impegno costante e puntuale nel seguire tutte le vicende del settore industriale nella zona del Vastese». Menna ritiene indispensabile monitorare quanto accade alla Denso, con il forte impegno di salvaguardare con ogni mezzo le produzioni, tenendo anche conto dell’effetto domino che produrrebbe ogni limitazione in casa Denso per decine di aziende del Vastese: «Sono con i sindacati e confido in un risultato positivo dell’incontro odierno con il ministero».
Anche il sindaco di san Salvo Emanuela De Nicolis monitora la situazione. «Ho incontrato i dirigenti Denso anche in occasione della visita del sottosegretario di Stato alle Imprese e al made in Italy Fausta Bergamotto. Se necessario, incontrerò ancora l’azienda. Occorre insistere», prosegue De Nicolis, «per la proroga degli ammortizzatori sociali al fine di fronteggiare il periodo necessario per l’avvio delle nuove produzioni e contestualmente sostenere l’azienda negli investimenti».
Il 2023 si è rivelato un anno migliore del precedente per il colosso metalmeccanico giapponese, ma persistono numerose preoccupazioni e, soprattutto, emerge la necessità di garantire il futuro occupazione a centinaia di lavoratori. La scorsa settimana i sindacati hanno discusso della possibilità di accedere allo strumento della “cassa integrazione per transizione occupazionale” e di nuove produzioni.
La direzione aziendale ha fatto sapere di aver avviato un processo negoziale di acquisizione sia di nuove produzioni in termine di tecnologie e investimenti per il futuro, sia in termini di mantenimento degli attuali volumi produttivi attraverso lo spostamento di alcune produzioni che attualmente Denso ha in altre nazioni extraeuropee.
Lo strumento della cassa integrazione per transizione occupazionale è quindi fondamentale in una fase di grossi cambiamenti e investimenti per il futuro. È necessario trovare una soluzione che mantenga inalterati gli attuali volumi produttivi attraverso l’arrivo a San Salvo di altre produzioni. In Abruzzo dovrebbero arrivare nuove lavorazioni che prima venivano fatte nel Nord e Sud America.
Per Fiom, Fim, Uilm e Fismic persistono perplessità di varia natura, in tema di volumi produttivi e d’investimenti futuri indispensabili per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il rilancio dello stabilimento Denso di San Salvo. «Per questo riteniamo fondamentale», concludono i sindacati, «che il processo avviato per definire l’area di crisi complessa di Vasto-San Salvo trovi la sua realizzazione nel più breve tempo possibile».
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