Caso Gaspari, la famiglia: «Alessio non si è suicidato»

I messaggi ai parenti il giorno prima della scomparsa: «Il 24 gennaio sono a casa» La sorella e il fratello dell’ufficiale: «Aveva progetti, stava costruendo il suo futuro»
ORTONA . «Probabilmente il 24 sarò a casa». Così scrive Alessio Gaspari nella chat di famiglia il giorno prima di sparire nel nulla mentre è a bordo della nave da crociera dell’Aida Cruises, società del gruppo Costa Crociere. Nel pomeriggio del 19 gennaio informa i familiari sul gruppo Whatsapp: «Il 21 sbarco in Danimarca e mi portano in Germania in hotel perché la Danimarca non ci fa andare manco in hotel. E dall’hotel in Germania, il tempo di avere i risultati del tampone e volo per l’Italia».
Dai messaggi del 25enne terzo ufficiale di coperta non traspare nulla di strano, niente che possa far immaginare quello che poi sarebbe accaduto da lì a qualche ora. Anzi, poco dopo il giovane manda un audio rivolto alla sorella Cinthia, invitandola ad andare a comprare le vongole in vista del suo ritorno a Ortona.
La famiglia esclude l’ipotesi di un suicidio e la Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. Un atto dovuto per gli inquirenti, mentre nei giorni scorsi la polizia scientifica ha eseguito accertamenti irripetibili su alcuni indumenti e sui due telefonini del giovane, trovati insieme ad altri effetti personali in un punto della nave accessibile solo ad alcuni membri dell’equipaggio.
La famiglia vuole che sia fatta chiarezza: «Io non ho mai creduto alla pista del suicidio. Alessio ha lottato e sgomitato per arrivare dove era arrivato e se c’era una cosa di cui era fiero ed orgoglioso, era quella di avercela fatta», dice la sorella Cinthia. «Alessio era gioia e vita e ovunque andava portava allegria, non avrebbe mai lontanamente pensato di interrompere la sua vita a 25 anni, anche perché non ne aveva alcun motivo: una carriera avviata, un sogno realizzato, una famiglia che stravedeva per lui. Non c’era nulla che non andasse nella sua vita», aggiunge la sorella.
Cinthia lo descrive come un fratello fantastico e uno zio amato dai suoi nipoti: «Il 19 dicembre mi sono arrivati dei pacchi a casa e quando gli ho chiesto che cosa fossero mi ha risposto che alcuni erano pensieri di Natale per i bambini e un altro era il suo regalo per quando sarebbe tornato. Quel pacco è ancora a casa mia».
A parlare è anche il fratello Simone: «Era molto più di un fratello per me: la tragica perdita di nostro padre quando lui non aveva neanche un anno, ha creato un legame speciale fra noi. Eravamo amici, confidenti, consiglieri», racconta. «Da quando lavorava sulle navi da crociera viaggiava molto: ci vedevamo poco ma ci sentivamo spesso. A volte ridevamo di qualche video che Alessio aveva scovato online, altre volte parlavamo del suo futuro e di chi voleva diventare “da grande”, se accettare una nuova proposta lavorativa, i suoi sentimenti verso una ragazza».
A lui aveva parlato di progetti futuri fino a qualche giorno prima della sparizione: «Due giorni prima della scomparsa», conferma Simone, «aveva chiesto la mia opinione rispetto ad alcuni investimenti che pensava di fare nel settore, molto innovativo, della realtà virtuale. Alessio stava costruendo il suo futuro e guardava nel lungo periodo. Questo è un fatto».
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