Caso Pellegrini, interviene il ministro

2 Agosto 2016

Orlando avvia una indagine sullo stato di detenzione del musicista che si cura con la droga

CHIETI. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando non rimane insensibile sul caso di Fabrizio Pellegrini (foto) e dispone l'avvio di accertamenti preliminari, chiedendo al Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, una relazione sullo stato di detenzione del pianista teatino di 47 anni malato di fibromialgia, in carcere per aver coltivato cannabis a scopo terapeutico. Ieri era arrivato anche l’appello della senatrice del Pd Stefania Pezzopane al ministro Orlando “per un intervento di umanità nei confronti del musicista ammalato di fibromialgia”. La Pezzopane, che ha annunciato anche una interrogazione parlamentare, ha definito Pellegrini come una persona «gravemente ammalata di una patologia autoimmune per la quale deve assumere cannabinoidi, che ha tentato di coltivare in casa per non dover ricorrere allo spaccio. E proprio per questo ora è da due mesi in carcere in preda al dolore, visto che non può assumere oppiacei, né altri antidolorifici a causa di allergie e intolleranze. E' chiaro che questa vicenda è così toccante sul piano umano per il carico di sofferenza che porta con sé e perché smaschera un'ingiustizia palese, quella che colpisce chi per curarsi finisce per assurdo in cella. In molti si sono mobilitati, in primis i radicali». La senatrice ha annunciato iniziative con il presidente della Commissione diritti umani, Luigi Manconi, ricordando di aver «firmato il disegno di legge per legalizzare la cannabis, battaglia storica di Marco Pannella ora portata avanti da Amnistia, Giustizia Libertà e Rita Bernardini. Ma nel caso di Fabrizio dobbiamo essere tempestivi». (a.i.)