Caso resort, ora lo scontro diventa politico

San Vito. Fratelli d’Italia dopo la sentenza del Tar: Comune danneggiato per colpa di questa giunta
SAN VITO CHIETINO . «È il Tar ad intimare all’attuale amministrazione di chiudere il procedimento relativo al Resort entro 120 giorni. Così dopo anni di strumentalizzazioni, mistificazioni e fake news, dopo che gli amministratori dell’epoca (l’ex giunta di Rocco Catenaro, ndc) unitamente al privato proponente, erano stati già assolti con formula piena in sede penale sia dal Tribunale di Lanciano che dalla Corte d’Appello dell’Aquila, si mette un punto a questa vicenda». È il gruppo Fratelli d’Italia San Vito ad intervenire sulla sentenza del Tar di Pescara che ha accolto il ricorso contro il Comune proposto dalla Pagliaroli, gruppo imprenditoriale che dal 2007 vuole realizzare su Colle Foresta un resort, una struttura ricettiva a 5 stelle, e che ha annullato le delibere di consiglio e di giunta comunale del 2018 con le quali l’attuale amministrazione di San Vito Bene Comune aveva disposto l’avvio della procedura di revoca della variante urbanistica puntuale al Prg che ha cambiato la destinazione d’uso di Colle Foresta e il procedimento amministrativo di diniego all’approvazione del Piano di lottizzazione adottato dalla ex giunta Catenaro il 30 ottobre 2015.
«Il Comune deve anche pagare 4mila euro di spese al privato, cifra che si somma ai 10mila euro pagati all’avvocato che ha difeso l’ente», precisa il gruppo Fdi. «Il Tar, sentenza alla mano, censura aspramente la condotta dell’attuale amministrazione affermando che i provvedimenti assunti integrano un “evidente vizio di legittimità, per eccesso di potere e di sviamento dell’azione pubblica dal proprio fine” e che “il diniego al piano è fondato su ragioni pretestuose”. Ma, soprattutto, il Tar ha intimato all’amministrazione di concludere il procedimento entro 120 giorni. Al di là delle questioni tecnico-giuridiche», aggiunge Fdi, «questa vicenda prova l’inadeguatezza degli attuali amministratori i quali, pur di perseguire il loro furore ideologico del “non si tocca nulla”, hanno prodotto un duplice danno ai sanvitesi: da un lato evitando o comunque ritardando l’insediamento di una attività imprenditoriale che avrebbe portato sviluppo economico, posti di lavoro e introiti certi per il Comune e dall’altro esponendo il Comune a possibili richieste di risarcimento danni da parte del privato». (t.d.r.)

