Casoli, ecco come funziona la Rsa del Covid

Vizzarri, coordinatore degli infermieri: «Mettiamo a disposizione impegno e professionalità»
CASOLI. Una trentina di ricoverati dai primi di novembre; una “squadra” di giovani operatori capitanati dal direttore del presidio territoriale assistenziale (Pta) e Rsa (residenza sanitaria asistenziale), Fioravanti Di Giovanni; cure e attenzioni ai ricoverati con Covid-19: questa è la Rsa di Casoli che è stata individuata dalla Asl come struttura per l’inserimento degli ospiti, delle altre residenze sanitarie, risultati positivi al Covid-19. La decisione è stata presa dal direttore generale dell’azienda sanitaria, Thomas Schael, lo scorso 6 ottobre.
Tutto il terzo piano del Consalvi è dedicato alla Rsa con gli spazi dedicati agli ospiti, tra i quali c’è la palestra della mente, che segue il metodo Montessori. Sono stati attivati venti posti letto e i pazienti giungono dalle altre Rsa, dalle Ra e anche da reparti ospedalieri Covid-19. Si tratta di persone che hanno superato la fase acuta della malattia ma sono ancora bisognevoli di assistenza non erogabile a domicilio. Eccetto due ricoverati, tra 65 e 70 anni, l’età è superiore ai 70 anni e uno ha ben 90 primavere.
Continuerà ad essere operativo il Pta che ha altri venti posti letto e altri otto posti letto sono dedicati alla dialisi. Si diceva degli operatori, come Valentina Lorentini, giovane infermiera già in servizio all’ospedale di comunità di Casoli che per sua scelta è voluta andare alla Rsa Covid, con le sue capacità di caposala ha preso in mano in maniera ottimale la gestione infermieristica della Rsa Covid. In servizio oltre a Valentina ci sono cinque infermieri e dieci Oss (operatori socio sanitari) tutti giovani e con tanta voglia di mettersi in gioco.
Un ruolo importante è svolto da Angelino Vizzarri, coordinatore infermieristico di tutto il personale che afferisce al Pta Rsa distretto. «Noi mettiamo a disposizione della Asl e del territorio il nostro impegno e professionalità», dicono gli operatori. Il medico di riferimento per l’ordinario Mario Cimini, in servizio all’ospedale di comunità di Casoli, che viene contattato in teleconsulto. Al bisogno viene attivata l’Usca per il monitoraggio. I medici di medicina generale seguono costantemente il decorso della degenza tramite contatti con gli infermieri o con il direttore della struttura. I servizi di lavanderia, pulizia e cucina sono esternalizzati (stesse ditte già contrattualizzate). I diciotto anziani già ospiti della Rsa sono stati trasferiti nel piano del Pta, non creando, quindi, nessun contatto con i positivi che arrivano.
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