Casoli Futura: «Il Consalvi sia ospedale di zona disagiata»

CASOLI. Anche Casoli vuole l’ospedale di zona disagiata. La proposta è del gruppo consiliare di minoranza Casoli Futur@ che ha inoltrato una richiesta di convocazione del consiglio comunale per...
CASOLI. Anche Casoli vuole l’ospedale di zona disagiata. La proposta è del gruppo consiliare di minoranza Casoli Futur@ che ha inoltrato una richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere della proposta. Dopo l’iter intrapreso dall’amministrazione comunale di Atessa, sulla riconversione del San Camillo, iniziano a muoversi anche altri paesi i cui ospedali hanno subito un ridimensionamento o una trasformazione. «Il Consalvi», affermano i consiglieri di Casoli Futur@, Giancarlo Barrella, Sabrina Giuliani, Gianna Candeloro e Luigi Nasuti, «è stato, nel tempo, continuamente spogliato delle sue funzioni e reparti, fino alla sua soppressione avvenuta in applicazione dei piani operativi commissariali per il rientro dal debito». La Regione si troverà a dover fronteggiare diverse richieste nel giro di poco tempo. «In questi ultimi tempi», continuano i consiglieri di Casoli Futur@, «considerato che la Regione sta riacquistando l’autonomia programmatoria in materia di sanità, vi sono già altre iniziative (come Atessa e Guardiagrele) intese a rivendicare una diversa e nuova attenzione verso le problematiche assistenziali nei territori prima serviti da presidi ospedalieri, sia pure minori. Considerando che alla deliberazione del Comune di Atessa, ha fatto seguito la delibera della giunta regionale del 7 Novembre 2017, attraverso la quale si prende atto della proposta, riconoscendo altresì “…al territorio di Atessa e all’area territoriale Frentano–Sangro-Aventino-Vastese una specificità geografica anche in ragione di un complicato e significativo contesto orografico ed ambientale definibile area di confine…..”, non si può non rilevare un interesse diverso, più specifico, più reale del bisogno sanitario, senza dover costruire aggregazioni territoriali non condivisibili e forse nemmeno partecipate». (m.d.n.)

