Cassa integrazione alla Denso, braccio di ferro sindacati-ditta

Incontro di sei ore nella sede della multinazionale che produce motorini elettrici e alternatori Le forze sociali chiedono la rotazione dei dipendenti e la stabilizzazione di un operaio ogni 3 in uscita
SAN SALVO. Non è bastato un intero pomeriggio di discussione. La trattativa sulla cassa integrazione alla Denso, dopo sei ore di faccia a faccia fra i rappresentanti sindacali e il responsabile delle Risorse umane della Denso, Alfonso Orfanelli, è stata aggiornata ieri sera al 18 maggio. Atteso che il ricorso agli ammortizzatori sociali appare inevitabile, i sindacati sono determinati nell'ottenere la rotazione della cassa integrazione fra tutti i dipendenti e la stabilizzazione di un lavoratore ogni tre dipendenti che escono, come previsto dai cosiddetti “contratti di espansione”. La dirigenza Denso ha ascoltato ma non ha dato risposte.
I punti da chiarire sono ancora diversi. Per i sindacali è importante il rispetto dell’accordo firmato mesi fa e che prevede la rotazione di tutti i lavoratori per la cassa integrazione. Un escamotage per distribuire i sacrifici a tutta la fabbrica. Lo hanno detto chiaramente all’azienda. Le parti, dopo sei ore di discussione, alle 21 hanno fissato un nuovo incontro nel corso del quale saranno approfondite diverse questioni.
Gli ammortizzatori sociali aiuteranno Denso a superare il periodo della crisi dell'automotive che sembra non voler finire. L' amministratore delegato, Francesco Monaco, ha già ottenuto in un anno il recupero delle perdite e il ritorno al pareggio di bilancio. Un anno fa Denso aveva dichiarato 200 esuberi, I78 i lavoratori che aderirono ai contratti di espansione. Ora servono nuovi sacrifici Gli ammortizzatori sociali vanno prolungati per salvare l’occupazione e traghettare Denso verso una situazione più tranquilla. La settimana scorsa i sindacati hanno chiesto a Monaco nuove lavorazioni. «Solo se arriva nuovo lavoro il numero dei lavoratori in cassa integrazione scende», concordano le sigle sindacali . Al momento i dipendenti in Cig sono 170. Troppi per i rappresentanti sindacali. Per questo invocano iniziative che diano maggiore stabilità. Il braccio di ferro riprenderà la prossima settimana. La speranza dei lavoratori è che l'azienda accolga le richieste sindacali.
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