Castiglione azzera la giunta È la terza volta in un anno

La decisione dopo il voto del consiglio comunale contro l’aumento dell’Irpef Il sindaco: «Un passaggio necessario e una scelta dolorosa ma inevitabile»
ORTONA. La situazione che si è creata all’interno del consiglio comunale di giovedì ha portato il sindaco Leo Castiglione a decidere di azzerare la giunta ieri mattina. È la terza volta in un anno dopo la stessa scelta presa nell’ottobre scorso e nel marzo del 2023. La firma del decreto di revoca delle deleghe è stata «un passaggio necessario dopo i risultati imprevisti del consiglio comunale di giovedì», come spiega lo stesso Castiglione. Nell’ultima seduta, infatti, la consigliera Simonetta Faraone è intervenuta nella discussione sul punto dell’addizionale Irpef che sarebbe aumentata dallo 0,6% allo 0,8%, spiegando che «quando si parla di aumento delle tasse non si può votare solo per appartenenza ma bisogna riflettere sull’incidenza che la decisione ha sui cittadini. Quindi, non condividendo in pieno questa scelta, e con la correttezza che mi ha sempre contraddistinto, mi astengo, per offrire a tutti un’ulteriore riflessione sull’argomento e arrivare a una percentuale media».
Il sindaco ha chiesto la sospensione ma in nove hanno votato contro: in blocco l’opposizione più il voto della consigliera Faraone. Dopodiché c’è stato il voto sull’addizionale Irpef in due momenti: il primo finito in parità con gli 8 voti dell’opposizione contraria, 8 voti della maggioranza favorevole e la consigliera Faraone astenuta. Il presidente del consiglio Federica Paolucci ha spiegato che «come prevede il regolamento saranno compiute due votazioni, qualora nella seconda si ripresentasse un pareggio si rimanda il punto del giorno al successivo consiglio comunale». Nella seconda votazione Faraone si è unita all’opposizione, permettendo di fatto la bocciatura dell’aumento dell’Irpef. L’amministrazione Castiglione quindi ora si trova con i tempi stretti tra nomina della nuova giunta, la rimodulazione del dup e approvazione del bilancio.
Per il primo cittadino l’azzeramento è «una decisione dolorosa ma inevitabile». Castiglione ringrazia inoltre «i componenti della giunta per il lavoro svolto e l’impegno dimostrato». L’equilibrio precario è causato da un consiglio dove le forze sono pressoché identiche e le decisioni sono sempre legate al nono consigliere di maggioranza, com’è stato evidente nella seduta dell’altro ieri. Quello che sarà probabilmente il terzo rimpasto di giunta porterà a nuovi equilibri. Le difficoltà per il sindaco sono iniziate qualche mese dopo la sua rielezione: a marzo il primo cittadino aveva rassegnato le dimissioni con l’ingresso di un nuovo gruppo consiliare (“Città che amo” che comprende Antonio Sorgetti, Italia Cocco e l’ex presidente del consiglio comunale ora all'opposizione Simona Rabottini), dimissioni poi ritirate, riconfermando la giunta. Lo scorso ottobre, invece, c’è stato un vero e proprio cambio nella giunta con i nuovi ingressi in maggioranza degli assessori Tommaso Cieri, Giorgio Marchegiano, Federica Pace e Vincenzo Polidori.
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