Catena umana per difendere i migranti
Paglieta, sabato la manifestazione di Legambiente. Nelli: «Guerra e povertà all’origine dei viaggi»
PAGLIETA. “L’Italia che resiste”, questo è lo slogan della manifestazione organizzata da Legambiente che si svolgerà sotto la sede del Comune sabato prossimo dalle 15. L’intento degli organizzatori, è dar vita ad una catena umana attorno agli edifici di tutti i comuni d’Italia per ricordare la complessità e l’attualità dei fenomeni migratori e «far passare il concetto che siamo intenzionati a contrastare le politiche che stanno riportando nel nostro paese razzismo e xenofobia». «Infatti», dichiara Luzio Nelli, presidente del circolo Legambiente di Paglieta, «in questo Paese non si parla mai delle ragioni di chi emigra, negando l’intreccio perverso di cause concomitanti, come cambiamenti climatici guerra, povertà, disastri ambientali, che oggi rende il fenomeno migratorio diverso da tutte le forme che ha assunto negli anni e nei secoli precedenti, e che finora era stato affrontato utilizzando l’istituto della protezione umanitaria, oggi abolita. Il negazionismo può solo rinviare il momento in cui prendere atto della realtà e così facendo indebolisce il Paese e gli farà pagare un prezzo salato». L’Onu prevede che per il 2050 ci saranno 469 milioni di migranti, contro i 258 milioni di fine 2017. Parliamo per la grande maggioranza (230 milioni) di migranti economici e ambientali. La Banca mondiale parla di 143 milioni solo di sfollati interni al 2050, e l’area più colpita, con 86 milioni di profughi, sarà proprio l’Africa Subsahariana, da dove arrivano la gran parte dei migranti in Italia. «Ma, con la nuova legge sulla sicurezza, il governo vorrebbe negare l’esistenza stessa del nuovo scenario, da cui piuttosto bisognerebbe partire per non rimanere in balia degli eventi. Negarne l’esistenza», conclude Nelli, «è solo autolesionismo che impedisce all’Italia e all’Europa di adattarsi al mondo che cambia in tempi e modi adeguati».
Matteo Del Nobile

