Cattivi odori dall’area industriale, un’App per segnalare i problemi

VASTO. I miasmi provenienti dalla zona industriale di Punta Penna verranno “mappati” tramite le segnalazioni dei cittadini. Arriva anche a Vasto il progetto Nose dell’Arta, già sperimentato all’Aquila...
VASTO. I miasmi provenienti dalla zona industriale di Punta Penna verranno “mappati” tramite le segnalazioni dei cittadini. Arriva anche a Vasto il progetto Nose dell’Arta, già sperimentato all’Aquila, Teramo e Sulmona. L’annuncio è stato dato da Massimo Giusti, funzionario dell’Agenzia regionale per l’ambiente, nel corso dell’incontro convocato in Comune dal sindaco Francesco Menna. Dopo il sit-in tenuto in piazza Barbacani e le altre iniziative promosse da un comitato spontaneo, qualcosa si muove per accertare la causa e la provenienza degli odori molesti che, dapprima circoscritti all’agglomerato produttivo, si sono in seguito estesi anche alle zone più centrali della città. Il progetto Nose si basa su una tecnologia innovativa che consente al cittadino, scaricando una App dal sito Arta, di segnalare la presenza di sostanze odorigene, il che permette, tramite l’attivazione di una apparecchiatura, di campionare l’aria. All’incontro erano presenti Confindustria, Sasi, imprenditori e associazioni cittadine. «È stato un incontro fruttuoso», è il commento del sindaco Menna, «abbiamo registrato l’impegno dell’Arta ad attivare il progetto Nose e a valutare la possibilità di installare una centralina fissa facendone richiesta alla Regione, oltre all’ipotesi di una variante per l’arretramento della zona industriale. Abbiamo inoltre preso atto degli investimenti di alcune aziende in linea con la transizione ecologica. Ci rivedremo a breve per continuare questo percorso insieme per superare con il dialogo e il confronto ogni sospetto, ma per risolvere soprattutto il problema dei miasmi di Punta Penna».
Le associazioni non sembrano particolarmente soddisfatte. «L’unica novità emersa è il progetto Nose dell’Arta», annota Lino Salvatorelli, presidente dell’Arci, «di cui valuteremo in futuro la portata. Resto dell’idea che bisogna procedere a uno studio diffuso sulla qualità dell’aria nella zona industriale». L’incontro, rinviato in precedenza per ben tre volte, è frutto di un preciso impegno preso dall’amministrazione comunale dopo alcune iniziative del comitato spontaneo, che ha organizzato dapprima un sit-in e in seguito un’assemblea pubblica a Punta Penna, sotto le palazzine Ater. Sono servite a far riaccendere i riflettori su un problema che va avanti dal 2005.
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