Cattivi odori, il Wwf: intervenga il Comune

Depuratore di San Martino, Di Francesco: «Soddisfatti per le indagini, ma serve una gestione corretta»
CHIETI. Il Wwf Chieti Pescara esprime soddisfazione per l’esito delle indagini sui cattivi odori, emessi dal depuratore di San Martino e denunciati dall’associazione ambientalista, ma adesso si appella al Comune perché «imponga al consorzio di bonifica la corretta gestione dell’impianto».
La presidente della sezione Chieti Pescara del Wwf, Nicoletta Di Francesco, ringrazia «i carabinieri forestali del comando provinciale guidato dal tenente colonnello Tiziana Altea che nell’arco di pochi giorni hanno individuato e denunciato i due presunti responsabili dei cattivi odori che hanno appestato l’aria nell’intera vallata rendendola pressoché irrespirabile nei pressi del depuratore di San Martino, gestito dal consorzio di bonifica Centro».
Per il Wwf, però, la questione non è ancora risolta. «Nel sito del consorzio», continua Di Francesco, «si vanta la presenza di un laboratorio interno che verifica costantemente il rispetto dei limiti di legge. Appare quantomeno strano che ai tecnici di questo laboratorio siano sfuggiti i miasmi che hanno appestato l’aria per settimane. Si spiega inoltre che ci sono fasi del processo depurativo non utilizzate.
E i carabinieri forestali hanno denunciato due persone proprio perché avrebbero continuato l’attività di depurazione di rifiuti liquidi provenienti da terzi, nonostante la specifica sezione dell’impianto chimico-fisico deputata all’abbattimento delle esalazioni e dei vapori prodotti sia da diverso tempo non più funzionante».
Resta poi sempre aperta la questione del fiume Pescara: «Le guardie Wwf», riferisce la presidente, «hanno in più occasioni rilevato e segnalato alle autorità competenti la presenza di acque scure e maleodoranti riversate da uno scarico (peraltro rotto da anni e mai riparato) proprio in zona San Martino». Le segnalazioni del Wwf sui cattivi odori sono partite il 7 luglio scorso.
Dopo il blitz dei militari del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) e della locale stazione carabinieri forestale, la procura ha aperto un’inchiesta a carico di due persone per i reati di «getto di sostanze pericolose nell’aria, atte a molestare le persone» e di «inosservanza delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia)» che prevedono, rispettivamente, l’arresto fino a un mese o l’ammenda fino a 206 euro e un’ammenda da 5mila a 26mila euro.
(a.i.)
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