Cattivi odori nell’aria, condannata UcciPlast

31 Luglio 2015

Treglio, ammenda di 100 euro: “Superati i limiti della tollerabilità umana ma non quelli di legge”

TREGLIO. Avrebbe provocato emissioni di gas “atte ad offendere le persone che risiedono in prossimità dell’impianto”: così il giudice onorario Vincenzo Chielli ha condannato all’ammenda di 100 euro, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni da definire in separata sede alle due parti civili, la Ucciplast, azienda che produce imballaggi e sacchetti in plastica nella zona artigianale di Treglio.

A portare in tribunale l’azienda sono alcune famiglie che risiedono i prossimità della fabbrica che , come spiegato anche in aula dal legale che le ha rappresentate, Errico Sacco, «non riescono ad uscire di casa, vivono con le finestre sbarrate per non respirare l’odore nauseabondo della plastica bruciata e hanno figli che hanno sviluppato allergie e riniti - sono stati depositati anche i certificati medici, ndc - derivanti dal fatto che respirano aria non salubre».

Il processo è iniziato nel 2013 dopo la querela verso Domenico Ucci, imputato in quanto “titolare di un impianto di micro foratura ad aghi caldi che in casi non consentiti dalla legge provocava emissioni di gas atte ad offendere le persone abitanti in prossimità dell’impianto”. Fatti risalenti al 2011. Emissioni che hanno creato quindi danni alle persone, perché avrebbero superato i limiti della tollerabilità umana, non quelli di legge. Come evidenziato dai legali di Ucci, Erminio Verì e Marco Pancella, l’impianto è a norma e i fumi, nei monitoraggi fatti, non hanno mai superato i limiti di legge tanto da aver chiesto al giudice l’assoluzione piena per il proprio assistito. «È vero che non superano in genere i limiti di legge», aggiunge Sacco, «ma si è arrivati a processo perché, come sostenuto anche dalla Procura, si superano i limiti che una persona può tollerare. Da qui la richiesta di condanna ottenuta dal giudice. È un problema comunque che non si risolve facilmente. C’è infatti già un nuovo esposto in Procura depositato da circa 80 residenti di contrada Sacchetti contro le fabbriche perché l’obiettivo è delocalizzarle».

Il problema è che la Ucciplast è sì nella zona artigianale, ma questa è adiacente a quella residenziale, nata molto prima, creando così problemi alle famiglie che vi abitano. Non possono essere adiacenti una zona industriale e una residenziale. Un problema che il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, sta cercando di risolvere provando a far spostare le aziende, che sembrano disposte. (t.d.r.)

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