Cavi e condutture nelle strade comunali D’ora in poi si paga
Somme dovute anche per mettere tombini, tralicci ed edicole Già previsti incassi per 50mila euro da settembre a dicembre
LANCIANO. Le società fornitrici di energia e telefonia, nonché quelle di distribuzione di acqua e gas, d’ora in poi dovranno pagare per i chilometri di fili, reti e condutture che attraversano il sottosuolo e per tombini, tralicci e impianti installati sul suolo comunale. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità, nella seduta di martedì sera, il regolamento per l’applicazione del cosiddetto “canone patrimoniale non concessorio”, ovvero la somma dovuta al Comune come controprestazione per l’uso particolare del suolo pubblico. Enel, Telecom e Sasi, solo per citare alcune imprese che gestiscono servizi a rete, saranno destinatarie di questo nuovo balzello, previsto dall’articolo 27 del Codice della strada, il quale dispone che il canone sia stabilito dall’ente proprietario “per l’uso o l’occupazione delle strade e delle loro pertinenze”. Al canone saranno assoggettate solo le occupazioni permanenti del suolo e del sottosuolo pubblico.
Il regolamento è formato da 17 articoli e da un allegato che specifica tutte le tipologie di occupazione. Tra queste ci sono chioschi, edicole o bar che, ad esempio, vogliono installare in modo definitivo tavolini all’aperto. Soggetti al canone saranno anche elementi di arredo urbano, come fioriere o posaceneri all’esterno dei negozi e gli impianti pubblicitari. Tra le novità previste dal regolamento, ci sono le aree occupate dall’installazione di antenne per telefonia, condutture sotterranee e impianti per la distribuzione di acqua, gas, energia elettrica e telefonia, pozzetti, cabine, botole e tombini, e anche i tralicci dell’elettrodotto come quello che attraverserà il territorio di Lanciano. Il canone sarà calcolato in base ai metri quadrati di superficie occupata dall’impianto. Sarà la giunta comunale a stabilire l’importo, differenziandolo in base alle zone e al vantaggio economico che il privato trae dalla concessione, e la riscossione sarà affidata, almeno fino alla fin 2015, all’Aipa.
Il canone sarà una boccata d’ossigeno per le casse comunali. «Ci permetterà di recuperare cifre interessanti», ha spiegato il sindaco Mario Pupillo, «per il 2015 inizieremo dal mese di settembre. In bilancio inseriremo una cifra prudenziale, 50mila euro per questi primi quattro mesi. Dal 2016 andrà a regime, si potrebbe arrivare a recuperare anche un milione di euro l’anno. Ci confronteremo con le società che gestiscono le reti private».
Sono diversi i Comuni (ad esempio Ortona) che si sono dotati di un regolamento. E i gestori dei servizi non sono rimasti a guardare, ma hanno fatto ricorso al Tar. Contenziosi si apriranno anche a Lanciano. Il timore è che società come la Sasi, ad esempio, possano rifarsi sulle tariffe agli utenti.
Il canone non concessorio non cancellerà la Tosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico, ma allo stesso tempo non ci sarà un doppio balzello. Come ha chiarito anche una circolare del ministero delle Finanze, dall’importo della Tosap andrà detratto quello del canone del codice della strada e si dovrà pagare solo la differenza. A tal proposito è stata approvato anche un emendamento proposto dall’opposizione.
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