Cavillo in udienza, saltano ancora le cure per il bimbo autistico
SAN SALVO. Ancora nessuna cura per il bimbo autistico di 3 anni. «È una storia incredibile, infinita e indegna», accusa il consigliere regionale Mauro Febbo, «un difetto di notifica blocca il...
SAN SALVO. Ancora nessuna cura per il bimbo autistico di 3 anni. «È una storia incredibile, infinita e indegna», accusa il consigliere regionale Mauro Febbo, «un difetto di notifica blocca il ricorso del piccolo». All’udienza, svolta martedì al tribunale di Vasto, non ha partecipato la Asl che, pur informata della convocazione, ha invocato un difetto di notifica. «Il giudice, prendendo atto dell’assenza della struttura sanitaria, ha rinviato al 23 maggio la prossima udienza», riferisce Febbo, «per l’ennesima volta la burocrazia blocca un diritto sancito dalla convenzione Onu, dalla legge 134/2015 e dai nuovi Lea». La vicenda del piccolo affetto dal disturbo dello spettro autistico ha commosso l’opinione pubblica. «L’associazione Autismo Abruzzo, visto il lungo tempo trascorso senza soluzione, ha incaricato il proprio legale di predisporre il ricorso al giudice tutelare competente per imporre alla Asl la presa in carico», spiega Febbo, «purtroppo un cavillo burocratico ha prevalso su un diritto lasciando il piccolo senza cure necessarie e indispensabili. In questi mesi ci sono state sia le rassicurazioni del direttore sanitario Orsatti, sia l’impegno di tutto il consiglio regionale e dall’assessore Silvio Paolucci. Ma ad oggi il bambino, inspiegabilmente, ancora non viene preso in carico presso la struttura riabilitativa indicata». «L’Abruzzo è tra le prime 5 regioni che programmano un intervento organico in un’area assistenziale così importante», replica Paolucci,
«con il Regolamento regionale e con le nuove linee guida, in corso di approvazione, si vuole dare completa attuazione alla legge nazionale, in attesa della certezza di risorse che lo Stato assegnerà alle Regioni. La Rete regionale di assistenza dedicata alle persone autistiche di qualsiasi età prevede per ogni Asl equipe territoriali specifiche a gestione pubblica, composte da professionisti e specialisti con competenze e formazioni specifiche. Non solo: è stato programmato un aumento del fabbisogno dei posti letto dei centri diurni che passano dai 160 del 2012 (giunta Chiodi, di cui Febbo era membro) a 220 per l’età evolutiva». (p.c.)

