Cda dell’Ateneo Tenaglia: il rettore riveda le nomine
CHIETI. L’esclusione di rappresentanti teatini dal nuovo Consiglio di amministrazione (Cda) dell’Università d’Annunzio continua ad essere molto mal digerita in città. A parlare è il presidente del...
CHIETI. L’esclusione di rappresentanti teatini dal nuovo Consiglio di amministrazione (Cda) dell’Università d’Annunzio continua ad essere molto mal digerita in città. A parlare è il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Chieti, Pierluigi Tenaglia, che, oltre a stigmatizzare in maniera negativa la vicenda, lancia un monito al rettore Carmine Di Ilio perché possa in qualche modo «rimediare» all’esclusione. «La vicenda della nomina del nuovo Cda dell’ateneo», dice infatti l’avvocato Tenaglia, «pone una seria riflessione sulla scelta operata. Non avere individuato rappresentanti di Chieti ha condotto a una inopportuna mortificazione del territorio. Dare rappresentanza nell’organo di governo dell’ateneo alla città di Chieti appare doveroso e sono sicuro che la sensibilità del rettore saprà recuperare una forma adeguata di coinvolgimento diretto della città». Nella polemica erano intervenuti sulle colonne del quotidiano il Centro anche il consigliere regionale forzista Mauro Febbo (che aveva rilevato anche la presenza di troppi “dalfonsiani” nella governance dannunziana), il sindaco Umberto Di Primio (che si era in particolare soffermato contro la nomina del neo assessore comunale di Pescara, Stefano Civitarese Matteucci), il presidente della consulta delle associazioni teatine, Giustino Angeloni, e il presidente del consiglio di amministrazione del teatro Marrucino, Cristiano Sicari. (a.i.)

