Cedimenti in una parte del Corso «Strada ancora a rischio crollo»

L’ex assessore Verna: l’intervento di questi giorni non rende sicura l’area, troppi segnali di erosione La consigliera Aruffo: i lavori in cantiere sono un palliativo, mentre è necessario un investimento serio
LANCIANO. «Ci sono ancora i presupposti per riasfaltare gli ultimi 40 metri di Corso Trento e Trieste? I 4 millimetri di avvallamento di quel tratto segnalati un anno fa, sono rimasti tali o sono aumentati? Come mai l'amministrazione non ha ancora mai previsto alcun intervento, progettazione o finanziamento per ridurre il grave dissesto idraulico e idrogeologico che affligge la città?». Sono solo alcune delle domande che parte della minoranza consiliare rivolge alla giunta del sindaco Filippo Paolini sui lavori di asfaltatura del tratto dell'ex Modernissimo che nel 2018 fu teatro di un profondo crollo del sottosuolo.
«Sono stato protagonista di quelle tragiche giornate», interviene Giacinto Verna, consigliere di Azione ed ex assessore ai lavori pubblici nella giunta di Mario Pupillo, «e pur non volendo fare l'allarmista, so di cosa stiamo parlando. Ci sono dei problemi attestati dagli studi eseguiti nel corso della passata amministrazione e sfociati in una relazione finale a cura dell'Università d'Annunzio Chieti-Pescara, che parlano di acque di sottosuolo e di sopra suolo che non riescono ad essere incanalate. L'intervento di questi giorni non contribuisce minimamente a mettere in sicurezza quell'area, ma è quello che io definisco "imbellettare" il Corso, cosa legittima, ma che non significa affrontare il rischio concreto di un ulteriore crollo».
Il sottosuolo, nella zona di piazza Plebiscito, corso Trento e Trieste e piazza D'Amico, si sta muovendo. «Una cartina al tornasole che devi invitarci a riflettere», prosegue Verna, «e che mi sta preoccupando da mesi riguarda i fenomeni che si stanno effettivamente verificando. Ad esempio ciò che sta accadendo ai Portici comunali: anche il sistema di monitoraggio dimostra che ci sono fessurazioni con forti oscillazioni. Ancora, c'è stato un piccolo crollo nel parcheggio di via Per Frisa e in piazza D'Amico si è verificato un avvallamento con un buco che sprofonda e che ha comportato l'apposizione di transenne della zona delle pensiline degli autobus. Sono tutti segnali del fatto che il fenomeno idraulico che sta erodendo il sottosuolo continua».
La frana del 2018 sul Corso, come si è potuto appurare dagli studi, è stata fermata dai basamenti delle colonne su cui poggia la Cattedrale della Madonna del Ponte. «Perché non si è fatta alcuna manutenzione al Parco Diocleziano?», chiede Verna, «tutte le acque sotterranee e piovane vanno a impattare in quell'area sottostante, dove in questo ultimo anno e mezzo non solo non è mai stata tagliata l'erba, ma non sono nemmeno stati ripuliti i pozzetti di scolo e ripristinati gli alvei».
«L'intervento di questi giorni», dice Rita Aruffo, consigliera di “Lanciano X tutti”, «dal costo di oltre 50mila euro prelevati dal fondo di riserva 2022, davanti ad alcuni locali commerciali di proprietà, solleva dubbi e contraddizioni. Con un palliativo si intende rafforzare superficialmente una piccola porzione del Corso che ha subito un pericoloso fenomeno di dissesto idrogeologico, ma nessun investimento sostanziale sul dissesto è stato finora inserito a bilancio, come richiedemmo con un emendamento al bilancio 2022, per proseguire il lavoro degli anni passati. Verificheremo gli interventi previsti nel bilancio 2023».
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