Cedono i pilastri, evacuato un palazzo

Sfiorata la tragedia nel condominio Ater, a Fontegrande: ora c’è l’ipotesi dell’abbattimento. Scatta l’inchiesta della procura
ORTONA . Un rumore improvviso squarcia il silenzio della notte, poi le crepe sulle pareti e l’allarme. Sfiorata la tragedia ad Ortona, dove una palazzina Ater rischia di crollare per le importanti lesioni strutturali riportate a seguito del cedimento di due pilastri esterni agli appartamenti. L’edificio in piazza 28 Dicembre, nel popoloso quartiere di Fontegrande, viene dichiarato inagibile: ora i dodici residenti non possono rientrare in casa. Eppure solo qualche mese fa sono stati eseguiti degli interventi di manutenzione esterna alle abitazioni. La procura ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sull’accaduto: l’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Marika Ponziani.
«VIVI PER MIRACOLO» La tragedia viene sfiorata nella tarda serata di martedì. È poco prima di mezzanotte quando degli improvvisi rumori richiamano l’attenzione dei residenti, otto famiglie che vivono nella palazzina realizzata alla fine degli anni Settanta e disposta su quattro piani. «Stavo guardando la tv, erano le 23.45 circa quando ho sentito degli strani rumori e subito dopo uno scoppio», racconta uno dei residenti. «Pensavo fosse una bombola del gas, poi ho capito che si trattava di altro. Ho preso mia moglie e siamo usciti immediatamente fuori. È andata bene, abbiamo rischiato di morire».
I SOCCORSI Le famiglie si radunano immediatamente all’esterno dell’immobile mentre scatta la macchina dei soccorsi. Sul posto intervengono i vigili del fuoco ed i carabinieri della locale compagnia. La situazione appare subito chiara e viene confermata da un successivo sopralluogo degli stessi vigili del fuoco. In corrispondenza del portico di accesso all’edificio al civico 27 vengono registrati «gravi dissesti strutturali su due pilastri della struttura portante, con conseguenti lesioni alle soprastanti strutture della facciata principale e alle pareti interne del fabbricato al piano primo e al piano secondo, nonché lesioni più lievi ai piani superiori», si legge nel documento stilato. Una situazione al limite, tanto che viene immediatamente richiesto anche l’intervento di Zecca e Cogas, che provvedono a chiudere le forniture di luce e gas mentre l’intera area viene delimitata.
L’INAGIBILITÀ Nelle ore successive la macchina degli aiuti si alimenta. Vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale sono radunate nelle immediate vicinanze del condominio. Proprio i vigili del fuoco operano per recuperare gli effetti personali dei residenti sfollati, ma l’attività viene interrotta perché l’instabilità del palazzo non lo permette. Sul posto anche i dirigenti dell’Ater, attesi dal sindaco Leo Castiglione. Poi in Comune va in scena un summit per pianificare il da farsi. Il primo cittadino firma l’ordinanza che interdice tutte le unità abitative dell’edificio e le aree esterne nelle immediate vicinanze. Dai sopralluoghi emerge una situazione molto grave, tanto che al momento non si esclude nemmeno l’ipotesi dell’abbattimento. Intanto alcuni dei residenti trovano ospitalità tra i familiari, altri vengono sistemati in un b&b.
L’ATER L’azienda di edilizia residenziale fa sapere di essersi subito attivata ed aver già progettato azioni a vari livelli. «Non ci sottrarremo dal fare le più ampie verifiche ed attivare le migliori iniziative a favore degli inquilini e del patrimonio Ater», commenta il presidente Antonio Tavani. «Valuteremo le opportunità di riqualificazione offerte dal governo, quali il Superbonus 110, per effettuare progettualità utili per gli inquilini ed il bene comune».
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