Cellulari, ritardi e quesiti errati «Annullate il concorsone Asl»

8 Agosto 2022

Candidati scoperti con i telefonini, altri ammessi alla prova cinque ore dopo la convocazione ufficiale Ora in 38 esclusi dalla graduatoria sono pronti a fare ricorso al Tar: «Gravi irregolarità durante il test» 

CHIETI. «Il modo in cui si è svolto il concorso della Asl per l’assunzione degli operatori socio sanitari è stato approssimativo. Chiediamo l’annullamento della prova in virtù delle gravi irregolarità commesse». A parlare è l’avvocato Michela Scafetta, che rappresenta 38 candidati al concorso pubblico, per titoli ed esami, indetto dalla Asl per l’assunzione a tempo indeterminato degli Oss. Gli esclusi sul piede di guerra sono tutti coinvolti nella selezione per la Asl di Chieti, dove erano disponibili 162 posti (altri 22 a Teramo e 12 all’Aquila per l’Abruzzo). Dopo aver incassato un primo parere negativo dal Tar, ora i candidati impugneranno la sentenza davanti al Consiglio di Stato, e preparano anche un secondo ricorso al tribunale amministrativo contro la graduatoria definitiva pubblicata e le prime assunzioni fatte partire dalla Asl.
«cellulari e quesiti errati»
Le prove si sono svolte il 16 e 17 novembre 2021 nei padiglioni 4 e 6 della Fiera di Roma in via Portuense. Il concorso era composto da un unico test, 30 domande a risposta multipla, su 4 sedute. Una maxi selezione da oltre 4mila candidati, le cui irregolarità maggiori sono state riscontrate nella seduta pomeridiana del 16 novembre. Prima di poter accedere al test, la procedura di check-in era molto complessa: i candidati dovevano consegnare i propri telefonini e ricevere un tablet e un bracciale per fare la prova. Ma durante la prova «alle 12.15 circa», si legge nel verbale, «il personale di assistenza evince che una candidata ha visualizzato il proprio smartphone (non consegnato né dichiarato all’ingresso). La commissione all’unanimità ha deciso di escluderla». Al termine della prova, poi, «una candidata aveva segnalato di avere il dubbio di aver scambiato in fase di ingresso il proprio tablet con quello di un’altra candidata, alla quale aveva chiesto di tenerlo un attimo mentre riponeva il cellulare nella borsa. Il personale tecnico rilevava un errore nella procedura di associazione al tablet e la commissione stabiliva di escluderle entrambe dalla procedura. Le candidate si allontanavano protestando (...) rifiutandosi però di prendere visione dell’avvenuta esclusione».
I quesiti sbagliati
Nel mirino dei candidati esclusi c’è anche la correzione errata di alcune domande: «La Asl ha ammesso che 6 valutazioni sono state sbagliate dalla commissione», prosegue l’avvocato Scafetta, «domande date per sbagliate che in realtà erano corrette. Ma considerando che per ogni risposta sbagliata venire detratto il punteggio, i candidati sono stati influenzati e penalizzati».
IL CAOS DEI RITARDI
La cosa più eclatante, stando ai verbali, è accaduta nel pomeriggio del 16 novembre. La convocazione era prevista per le 14, ma poco prima delle 16.30, durante la comunicazione delle istruzioni per la prova, 30 candidati “ritardatari” si sono presentati all’ingresso. «Alle ore 16,35», si legge nel verbale, «il personale di vigilanza comunicava che i 30 candidati si rifiutavano di uscire contestando la mancata ammissione». Il presidente, arrivato all’ingresso, ha constatato che questi candidati erano in realtà già muniti di bracciale e avevano consegnato i cellulari, ma non avevano potuto fare il check in perché nel frattempo era arrivato il segnale di inizio della prova pomeridiana. «Sul posto sono intervenuti anche due agenti del posto di polizia interno alla Fiera a seguito di chiamarta da parte dei suddetti candidati (alcuni di loro si erano fatti ridare i cellulari, ndr). A quel punto, la commissione ha fatto fare comunque il check-in ai ritardatari al termine della prova pomeridiana e dopo il deflusso dei candidati che l’avevano sostenuta. Di fatto hanno svolto la stessa identica prova, iniziata però alle 18.59. «C’è una chiara violazione della par condicio», conclude l’avvocato Scafetta, «perché questi candidati sono stati comunque ammessi ad eseguire la prova nonostante il forte ritardo».