Cena e ironia per i fondi negati a Chessemagne

25 Giugno 2014

CHIETI. Mentre gli organizzatori della manifestazione enogastronomica Chessemagne con una punta di ironia fanno notare di essere ancora a “secco” di finanziamenti da parte del Comune per l'edizione...

CHIETI. Mentre gli organizzatori della manifestazione enogastronomica Chessemagne con una punta di ironia fanno notare di essere ancora a “secco” di finanziamenti da parte del Comune per l'edizione 2013, il Centro studi Aics “Spezioli”, il Comitato provinciale dell’Aics Chieti e l’Arga-Fnsi Abruzzo- Lazio-Molise presentano il progetto “Chessemagne-Il lunario promuove il turismo eco- gastronomico”.

Dal mese di luglio gli ideatori di Chessemagne, manifestazione che ha avuto consensi di pubblico e di critica nella sua prima edizione del 2013 a Chieti, si avvarranno della collaborazione della commissione nazionale ambiente dell’Aics «per qualificare ancor di più la manifestazione con l’intento di conciliare l’uomo con la natura, le tradizioni e il cibo nelle regioni del Centro Appennino». Si partirà questa sera dal circolo Majella di Guardiagrele, alle 20,30, per programmare le prossime azioni sul territorio. Alla base di tutto c’è il termine “eco-gastronomia” che intende sintetizzare il turismo, la riscoperta dei luoghi e sapori tipici dell’Abruzzo e un approccio ecologico e di salvaguardia dell’ambiente. Il progetto guarda con particolare interesse anche alla rassegna internazionale Expo 2015 di Milano.

Filo conduttore del progetto è il “Cibo della Transumanza”, ovvero i piatti più rappresentativi del Centro Appennino e la «tutela della biodiversità alimentare» assieme ai temi della sostenibilità ambientale e dell’ospitalità paesana che sempre di più appassionano i cittadini-viaggiatori “global-local” del nostro tempo. «Evidentemente siamo in presenza di un rinnovato interesse verso il territorio, le sue eccellenze agro-alimentari e verso la qualità ambientale e le sue bellezze paesaggistiche», rimarcano gli ideatori di Chessemagne, «così come siamo in presenza di un ritorno di interesse, soprattutto in chiave turistica, per le aree a bassa densità abitativa, ma ad alto contenuto di tipicità e unicità. I luoghi ideali per praticare il turismo eco-gastronomico, pertanto, sono quelli che offrono certezza delle tradizioni e la riscoperta delle origini». (d.d.l.)

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