Cene, notti in hotel e tangenti «Danni all’Ater per 1,8 milioni»

Nel mirino della Corte dei conti finiscono gli ex vertici dell’azienda che gestisce le case popolari «Hanno pregiudicato anche l’immagine e il prestigio dell’amministrazione per la quale lavoravano»
CHIETI. Cene in ristoranti e notti in hotel di Milano, Roma, San Benedetto del Tronto, Montesilvano e Ortona. Tutto a spese dell’Ater di Chieti. Ma anche stipendi gonfiati e tangenti, sempre all’ombra delle case popolari. Secondo la procura della Corte dei conti, ammonta a 1.846.939,41 euro il danno che gli ex vertici dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale hanno causato alle casse pubbliche. L’«invito a dedurre», cioè un avviso di garanzia della magistratura contabile, è stato notificato all’ex commissario dell’Ater Marcello Lancia, 71 anni, originario di Pettorano sul Gizio e residente a Sulmona; all’ex direttore Domenico Recchione, 73 anni, nato ad Arielli e residente ad Ortona; all’ex dirigente Giulio Marchioli, 67 anni, originario di Pescara e residente a Chieti; e all’architetto Ernesto Marasco, 68 anni, di Chieti. Tutti avranno tempo fino al prossimo 31 luglio per difendersi e rispondere alle accuse presentando documenti o chiedendo di essere ascoltati di persona. Scendendo nel dettaglio, il vice procuratore generale Roberto Leoni contesta 705.450,91 euro a Lancia, 554.200,53 euro a Recchione, 515.469,55 euro a Marchioli e 71.818,42 euro a Marasco. Nel 2017, davanti al tribunale di Chieti, i primi tre hanno patteggiato due anni di reclusione, mentre il quarto un anno e sei mesi.
SPESE PAZZE. «Rimborsi per spese di rappresentanza per servizi e beni a fini personali», sostiene l’accusa. Tra il 2010 e il 2013, Lancia, Recchione e Marchioli si sarebbero fatti rimborsare indebitamente pranzi e cene consumati nei ristoranti Lo Scoiattolo e l’Osteria delle Piane, a Chieti Scalo. Gli importi maggiori riguardano Recchione: 6mila euro nel 2010, 8.696 nel 2011 e 6.424 nel 2012. Ma ci sono anche le notti in albergo, i pranzi e le cene, con «soggetti estranei all’Ater», che Lancia si sarebbe fatto rimborsare il 21 maggio del 2013 all’hotel Ranieri di Roma per 255 euro e a giugno dello stesso anno all’hotel Poliziano di Milano per 451 euro; seguono i 246 euro dell’hotel Massimo D’Azeglio di Roma e i 125 euro per il Mistral di Termoli con cena alla pizzeria Anime e core. All’hotel Imperial di San Benedetto del Tronto, con cena alla Croisette, Lancia e l’ospite spesero 264 euro mentre all’hotel Mara di Ortona la cifra fu di 199 euro. Il grosso, però, sarebbe stato speso (e rimborsato), al ristorante la Polena di Montesilvano per un totale, dal 2010 al 2013, di quasi 12mila euro. Una truffa viene contestata a Lancia e Marchioli per un rimborso di 1.021 euro perché, secondo la procura, «crearono artificiosamente l’invito ad un convegno della Federcasa a Numana», in provincia di Ancona, per farsi pagare un soggiorno con trattamento benessere all’hotel Giardino. Sarebbe accaduto il 21 gennaio del 2013. Ma di quell’invito, almeno all’inizio, non c’era più traccia, tant’è che la procura ha ipotizzato anche il reato di soppressione di atti.
MAXI STIPENDI. Ma l’inchiesta è andata oltre e ha messo in contrapposizione le crepe e le infiltrazioni delle case popolari, da una parte, e gli stipendi gonfiati attraverso la vendita degli appartamenti, dall’altra. Soldi, afferma la procura, «trattenuti illegalmente sul conto corrente Carichieti e illecitamente messi nel bilancio Ater nonostante fossero di competenza della Regione». Recchione e Marchioli se ne sarebbero quindi appropriati «mediante indebiti e spropositati aumenti dei propri emolumenti» attraverso «insussistenti raggiungimenti di obiettivi gestionali». Per Recchione parliamo di 200mila euro tra il 2010 e il 2014, per Marchioli somme inferiori, da un minimo di 7mila euro a un massimo di 24mila l’anno.
IL MECCANISMO. Ma come si aumentavano gli stipendi? Secondo la guardia di finanza e le indagini coordinate dal pm Giuseppe Falasca, bastava scrivere una lettera al commercialista di Chieti che predisponeva le buste paga dell’Ater. Sarebbe accaduto il 15 settembre del 2010 quando una missiva al professionista avrebbe fruttato a Recchione un aumento di 1.130 euro al mese, e il 20 settembre successivo quando, grazie a una delibera firmata da Lancia, Recchione e Marchioli avrebbero avuto extra di 2.000 euro al mese per il primo e 700 per il secondo.
LE MAZZETTE. Sempre secondo l’accusa, Lancia avrebbe ricevuto «dazioni in denaro contante per una somma complessiva non inferiore a 92.700 euro» da un imprenditore che sarebbe stato agevolato in alcune gare d’appalto; Marasco, invece, si sarebbe fatto consegnare 8.000 euro.
DANNO D’IMMAGINE. «Alle partite di danno deve aggiungersi quella relativa al pregiudizio causato all’immagine e al prestigio» dell’Ater. Ecco perché il vice procuratore Leoni chiede altri 75mila euro ciascuno a Lancia e Recchione, 60mila euro a Marchioli e 30mila a Marasco.

