Centinaia di pesci morti sul fondale

21 Agosto 2016

Torino di Sangro, sgradevole scoperta in acqua a pochi passi dalla riva: i bagnanti allertano la Capitaneria di porto

TORINO DI SANGRO. Centinaia di pesci morti sul fondale della spiaggia di Torino di Sangro, nella zona dell’ex stazione. È solo l’ultimo episodio di un’estate nera per il mare della Costa dei trabocchi. Ieri mattina i bagnanti si sono trovati di fronte ad uno spettacolo sconcertante. A pochi passi dalla riva, sul fondale sabbioso tipicamente basso del tratto di costa di Torino di Sangro, giacevano centinaia di pesci ormai privi di vita. Tra questi anche alcuni crostacei.

«Il primo impulso è stato uscire immediatamente dall’acqua», racconta Franca Colanero, di Lanciano, «poi ci siamo guardati attorno e ci siamo resi conto che il fondale era pieno di pesci morti, una visione agghiacciante. Abbiamo scattato qualche foto e girato un video con il cellulare, ma siamo rimasti molto colpiti dall’accaduto, nessuno di noi ha più voluto farsi il bagno». I bagnanti hanno immediatamente allertato la Capitaneria di porto di Ortona che ha acquisito alcune delle immagini riprese dai cittadini. In spiaggia tuttavia erano diverse le persone, tra cui anche bambini che, incuranti di quanto avveniva nei fondali, hanno continuato ad entrare in acqua. Qualcuno ha invece notato una massiccia presenza di gabbiani sugli scogli «ma», aggiungono i testimoni, «non li abbiamo visti avvicinarsi o mangiare i pesci morti sul fondale».

Il fenomeno ha creato non poca allerta. Video e foto sono subito rimbalzati sui social network alimentando centinaia di commenti. Al momento non è chiaro il motivo di questa moria. Una ragione per cui i pesci si fossero avvicinati così tanto a riva potrebbe risiedere nel fatto che fossero alla disperata ricerca di ossigeno, ma le cause del fenomeno potrebbero essere attribuite anche all’inquinamento, alla pesca con dinamite (metodo illecito purtroppo ancora in uso soprattutto tra i pescatori di frodo) oppure, caso forse più remoto, ad un evento naturale.

Di certo c’è solo che il mare abruzzese, nonostante le rassicurazioni dell’Arta, è stato classificato anche quest’anno da Legambiente come tra i peggiori della penisola. Sversamenti abusivi, depuratori non funzionanti (di cui 12 impianti della Costa dei trabocchi sono ancora sotto sequestro) e pessimo stato dei fiumi hanno reso l’estate abruzzese un inferno. Anche l’associazione Nuovo Senso Civico, che da giorni pubblica sui social network alcune delle numerose segnalazioni ricevute dei cittadini, ha lanciato l’allarme sullo stato delle acque della costa abruzzese. Foto di acque scure, con reflui galleggianti, schiuma, strati oleosi sono all’ordine del giorno. Sempre più persone hanno deciso di disertare il bagno in mare e non si contano gli episodi di irritazioni cutanee soprattutto tra i bambini. (d.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA