Cento telefonate al giorno alla ex: agente di commercio nei guai

Chieti. Scatta il divieto di avvicinamento per un 48enne che non si è rassegnato alla separazione L’accusa: «Ha tempestato di chiamate la donna, insultandola e pedinandola anche sul posto di lavoro»
CHIETI. L’ha tempestata di telefonate, fino a novantanove in un solo giorno, perché accecato dalla gelosia. È servita l’ordinanza del giudice Andrea Di Berardino per bloccare uno stalker teatino di 48 anni, di professione agente di commercio, che ha perseguitato la ex moglie: i comportamenti ossessivi sono andati avanti dallo scorso maggio fino a pochi giorni fa. I carabinieri della stazione di Chieti principale hanno notificato all’indagato il provvedimento che gli vieta di avvicinarsi alla donna e di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo, compresi i social network. Non solo: dovrà rimanere distante anche dai genitori della vittima. La violazione dei divieti è punita con il carcere da sei mesi a tre anni.
Tutto comincia dopo la separazione. L’indagato inizia a infastidire la ex e a pedinarla perché ossessionato dalla possibile presenza di un altro uomo nella sua vita. Le molestie telefoniche diventano insopportabili: lo stalker, quando si trova con il figlio minore, arriva ad utilizzare anche il cellulare del ragazzino. Persino quando sta presentando denuncia in caserma, davanti ai carabinieri, la donna riceve una raffica di chiamate. Qualche giorno prima, gli stessi militari dell’Arma avevano bloccato l’uomo mentre, in auto, seguiva la vittima in ogni suo spostamento. L’indagato prende a pugni più volte la porta dell’abitazione della ex e quella dei suoi genitori: è un modo per far sentire il fiato sul collo alla malcapitata a tutte le ore del giorno e della notte. In una circostanza, visibilmente ubriaco, le lancia contro uno stiletto, senza colpirla. Dopo l’ennesima aggressione verbale, la vittima chiede aiuto al 112. È in quell’occasione che l’uomo, sotto gli effetti dell’alcol, ammette di non riuscire a controllare la sua gelosia. In questo contesto, non mancano neppure ripetuti blitz sul posto di lavoro della vittima, nonostante lei abbia detto a chiare lettere all’ex marito di non volere riallacciare la relazione, come peraltro facilmente intuibile dalle mancate risposte sia alle chiamate che ai messaggi. A risentire di una situazione divenuta ormai insopportabile sono anche i figli della coppia. Così, ormai stanca, la donna presenta due denunce. Il suo racconto viene considerato attendibile dalla procura, anche perché confermato dai numerosi interventi dei carabinieri in occasione di pedinamenti, aggressioni verbali e sfuriate che hanno visto protagonista lo stalker. A questo punto scatta l’iter previsto dal Codice rosso, la nuova legge contro le violenze di genere che ha inasprito le sanzioni e accelerato le procedure per contrastare reati come maltrattamenti in famiglia, stalking e abusi sessuali. E il giudice decide di applicare la misura cautelare del divieto di avvicinamento perché è concreto il rischio che l’indagato continui a perseguitare la ex.

