Centrale unica 118, primo bilancio «Gestire i pazienti così è difficile»

18 Ottobre 2022

La sede in aeroporto attiva da un mese: dal 10 novembre saranno accorpati anche i numeri telefonici Il responsabile Mancinelli: coordinare operatori e trasporti, in un territorio tanto vasto, è complicato

CHIETI. La centrale unica del 118 è al primo giro di boa. È passato poco più di un mese da quando gli operatori teatini si sono trasferiti nei locali della Saga, vicino all’aeroporto, per lavorare fianco a fianco con i colleghi di Pescara. Il percorso di integrazione è ancora all’inizio: la copertura di un bacino di utenza da circa 750mila persone non è semplice e, in questa fase di rodaggio, sono emersi i primi disagi.
DUE ANIME DISTINTE
«Far convivere due sistemi e due organizzazioni di soccorso diverse, in un territorio così ampio, non è facile», ammette il responsabile del 118 di Chieti, Adamo Mancinelli, «voglio chiarire che non stiamo scambiando le ambulanze, ma la gestione e il coordinamento delle forze di soccorso. È un percorso complicato e per quello serve tempo affinché gli operatori si adeguino. Quelli di Pescara devono imparare a confrontarsi con il modello teatino e viceversa». Tra le criticità principali, c’è la distanza dei nuovi locali del 118 dall’ospedale Santissima Annunziata: «I problemi maggiori riguardano la logistica e i trasporti. Prima avevamo le ambulanze sotto controllo, ora non le vediamo direttamente e possiamo comunicare solo via telefono. Diciamo che ora siamo diventati più un’unità virtuale e questo ci crea qualche problema».
UN TELEFONO UNICO
La fusione delle centrali del 118, che ha concretizzato un piano partito quattro anni fa con il protocollo d'intesa tra Regione, Saga e le due Asl, è ancora in attesa di uno step decisivo. I server telefonici, per le province di Chieti e Pescara, sono infatti ancora divisi. Dal 10 novembre, nei locali messi a disposizione dalla Saga, si passerà a un unico server: «Tutte le telefonate arriveranno alla centrale in aeroporto», conferma Mancinelli, «dove raddoppieranno anche gli operatori teatini (da tre a sei)». Sarà quello il passaggio decisivo per arrivare a un unico coordinamento, sul campo, del 118 di Chieti e Pescara. Un progetto ambizioso che rischia, però, di creare difficoltà agli operatori sanitari, almeno in questa prima fase e in vista dell’arrivo dell’inverno. «Con la stagione fredda alle porte e un nuovo coordinamento dei soccorsi ancora da rodare», spiega Mancinelli, «c’è il rischio che i disagi per le strutture e per gli operatori, nell’area metropolitana, possano aumentare». La strada per un’unica anima di soccorso, sotto le due Asl, sembra ancora in salita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA