Centri commerciali, parte la vera battaglia

7 Marzo 2016

Un gruppo trasversale di cittadini raccoglie firme di sfiducia contro il Comune. Stasera l’assemblea

CHIETI. Una petizione per sfiduciare l’Amministrazione comunale. A proporla è un gruppo di commercianti che si è riunito al di fuori da ogni sigla, sia politica che di associazioni di categoria. Si chiamano “Chieti per noi” e per prima cosa avvertono sulla propria assoluta distanza da chi ha a che fare con la gestione del potere. Messaggio destinato anche all’opposizione, nel caso voglia cavalcare una protesta che si annuncia radicale. Niente strumentalizzazioni, dunque, anzi la politica, di qualsivoglia colore, è bandita. Tanto è vero che alcuni ispiratori della protesta, di fede politica opposta, hanno messo da parte le proprie convinzioni, per combattere una battaglia che, dicono, non è solo contro i nuovi supermercati in via di apertura, ma, più in generale, per il futuro della città. È il caso, ad esempio, di Concetta De Sanctis e di Eugenio Di Francesco che, da sinistra e da destra, si sono ritrovati sulle stesse posizioni, e anche di Andrea Di Ciano, attivista 5 stelle, che pure, almeno in questa battaglia, ha messo da parte il proprio credo politico. Dopo il primo affollato incontro di lunedì scorso al Vittoria, questa sera alle 21 si terrà un’altra riunione nella chiesa dei XII Apostoli allo Scalo. Al Comune il comitato rimprovera non tanto l’apertura dei nuovi supermercati, quanto, spiega in una nota, «di non aver programmato un piano del commercio cittadino né di aver adottato il Piano regolatore».

Le richieste non sono di poco conto: «L’amministrazione comunale si adoperi nell’immediato, per porre rimedio ad oltre 15 anni di mancanze, che hanno generato lo spopolamento del colle cittadino, con il conseguente calo demografico, l’affluenza generale in città e gli insediamenti commerciali e non, nelle immediate periferie del territorio chietino».

In caso contrario, la petizione di sfiducia è stata già avviata. E la richiesta di firmare non è solo rivolta ai commercianti, perché, spiega il Comitato, questa è una battaglia di tutti: «I cittadini devono comprendere che la continua mancanza di una programmazione commerciale, non si ripercuote soltanto sulle attività economiche dei singoli commercianti, ma in genere sull’interezza della società, la svalutazione degli immobili ne è un esempio, la decrescita demografica la dimostrazione». (a.i.)