Centri diurni, attivati i servizi a distanza

28 Marzo 2020

Lanciano. L’assessore Bendotti: prestazioni alternative retribuite con lo stesso valore dei voucher

LANCIANO. Potranno attivare servizi alternativi a distanza o a domicilio, da remunerare sempre con il sistema dei voucher, i Centri diurni per disabili accreditati dal Comune di Lanciano. La giunta comunale ha, infatti, recepito l’articolo 48 dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio, del 22 marzo scorso, in cui si affronta la questione della riorganizzazione dei servizi essenziali di assistenza sociale, in seguito alla chiusura dei centri diurni per ridurre al minimo spostamenti e contatti fra le persone allo scopo di arginare la diffusione del coronavirus.
«Gli enti locali sono chiamati a favorire prestazioni alternative», spiega l’assessore alle politiche sociali Dora Bendotti, «come il rapporto individuale domiciliare, il sostegno telefonico a distanza o anche l’incontro di pochi soggetti all’interno della stessa struttura in cui si svolgono normalmente i servizi. Finora nessun decreto si era occupato dell’assistenza ai disabili e del lavoro di questi operatori. L’emergenza sanitaria ha messo in crisi tutti i settori, anche il sociale. Ma voglio rincuorare tutti: l’amministrazione comunale ha voluto tutelare operatori e utenti, attivandosi il prima possibile per incentivare prestazioni alternative che saranno retribuite con lo stesso valore del voucher sociale. Valore che aumenta nel caso di prestazioni effettuate a domicilio. Inoltre», aggiunge Bendotti, «abbiamo stabilito una somma forfettaria di 800 euro mensili per bonificare e disinfettare i locali nel caso in cui si svolgano attività nella stessa struttura riabilitativa».
I centri diurni accreditati dal Comune di Lanciano sono “L’Acchiappasogni”, per disabili e bambini, “Il Cireneo”, che si occupa dei disturbi dello spettro autistico, e l’Anffas onlus, che assiste persone con disabilità intellettiva o relazionale. Proprio quest’ultima associazione nei giorni scorsi si è attivata con servizi di supporto di tipo sociosanitario, psicologico ed educativo, sia a distanza che, dove necessario, in modalità domiciliare, riuscendo a raggiungere circa 25 utenti dei 60 seguiti dall’associazione. «Gli utenti del centro Anfass non sono tutti di Lanciano», precisa l’assessore Bendotti, «buona parte risiede anche nei comuni vicini, quindi anche questi enti dovranno attivarsi per favorire le prestazioni alternative e per il compenso al mantenimento della struttura».
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