Centro commerciale Mirò, arriva lo stop

14 Ottobre 2020

Sentenza del Consiglio blocca l’opera in costruzione davanti al Megalò: i permessi sono scaduti, non si può andare avanti

CHIETI. Non si può costruire il centro commerciale Mirò con negozi di mobili e casalinghi accanto al parcheggio del Megalò. A stabilirlo è una sentenza del Consiglio di Stato: è stato bocciato un ricorso della società Sile Costruzioni srl di Bergamo contro una precedente sentenza del Tar di Pescara. In 19 pagine è riassunto un caso finito al centro delle proteste di ambientalisti e associazioni di commercianti: il documento dice che sono scaduti i permessi di costruire – il primo risale al 2004 insieme al Megalò – e le proroghe non sono più valide. Una frase della sentenza è decisiva: «Intervenuta e sostanziale modificazione delle condizioni ambientali, infrastrutturali, idrauliche e socio economiche del contesto territoriale». I giudici amministrativi si sono allineati così a una decisione già presa dal Comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione Abruzzo nel 2017: il sì al centro commerciale in un’area a rischio allagamento, arrivato nel 2012, è stato cancellato.
La sentenza – firmata dal presidente Antonino Anastasi con giudice estensore Roberto Caponigro – dice stop al Mirò e sembra invitare la Regione a parlare più chiaro nei suoi atti amministrativi: «Il servizio valutazioni ambientali della Regione, nel richiamare i giudizi Via del 2017 e la normativa dettata dal testo unico in materia ambientale, si è espresso, forse in modo poco diretto, ma certamente comprensibile sulla mancata proroga del giudizio Via favorevole del 2012 e, quindi, sulla sua attuale inefficacia».
E ora che fine faranno gli edifici già realizzati dalla Sile? «È chiaro il no dei giudici amministrativi alla realizzazione del Mirò», dicono gli avvocati Salvatore Di Pardo e Andrea Latessa che assistono la Punto Garden, società proprietaria di un terreno confinante con l’area del Mirò. «Il Consiglio di Stato ha confermato l’illegittimità delle proroghe dei permessi di costruire precisando che era già chiaro il diniego dell’amministrazione preposta alla Valutazione di impatto ambientale e che, dunque, illegittimamente i Comuni interessati avevano consentito di proseguire i lavori».
I lavori del Mirò, con il progetto dell’ingegnere teatino Domenico Merlino, erano partiti nel 2018 grazie ai permessi dei Comuni di Chieti e Cepagatti: un maxi complesso commerciale da 7 edifici su 30.500 metri quadrati, di fronte al Megalò.
«Il Consiglio di Stato ha dato atto che il Comitato Via avesse espressamente evidenziato che il sostanziale mutamento delle condizioni ambientali, infrastrutturali e socio economiche del contesto territoriale interessato non consentisse la realizzazione del nuovo centro commerciale. Per di più»», spiegano i legali della Punto Garden, «la stessa Autorità di bacino aveva espressamente affermato, in plurimi atti, che l’area individuata per la costruzione del nuovo centro commerciale dovesse rimanere libera da costruzioni e che gli argini, di cui era stata ordinata la costruzione, fossero unicamente diretti a preservare l’area a monte e non a rendere edificabile quella a valle».