Centro di Protezione civile Per ora c’è solo lo scheletro

Lanciano. Slitta l’apertura della struttura: doveva essere finita a gennaio Verna: procedure più lunghe per tutte le autorizzazioni, ad aprile la conclusione
LANCIANO. Slitta l’apertura del Centro comunale di Protezione civile (Com). Della struttura in costruzione a Re di Coppe c’è solo lo scheletro, mentre a gennaio i lavori dovevano essere già conclusi. Problemi burocratici, nella consegna di certificazioni da parte del Genio civile regionale, hanno portato a dover allungare i tempi per la consegna del Com, che è la struttura strategica comprensoriale di Protezione civile che unisce Lanciano ad altri 9 Comuni: Frisa, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Treglio, Sant’Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Mozzagrogna e Santa Maria Imbaro, nella gestione delle emergenze. Una proroga, che fa posticipare la consegna dei lavori al 30 aprile prossimo.
Una gestazione lunga quella del Com. L’idea nata anni fa si è concretizzata in un bando nell’agosto 2017, dopo che al progetto originario finanziato dalla Regione per 649.650 euro il Comune ha dovuto aggiungere un mutuo di 237.588 per abbattere e bonificare la parte dell’ex mattatoio. I lavori sono stati aggiudicati a dicembre 2017 alle società costituitesi in Rti Tenaglia srl e Acg Installazioni srl, aggiudicazione fatta seguendo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ma anche quella con proposte migliorative. Poi i lavori sono iniziati a maggio, ma subito hanno avuto uno stop.
«Ci sono stati alcuni ritardi», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «o meglio, procedure più lunghe per avere alcune autorizzazioni. A maggio i lavori sono iniziati (sul cartello delle opere non sono indicate le date né di inizio e né di fine lavori, ndc) ma ci sono stati alcuni intoppi per l’abbattimento dell’ex mattatoio e, soprattutto, la bonifica del sito dall’amianto che ha portato via del tempo perché si è dovuto fare un subappalto. Inoltre si è dovuto attendere l’arrivo da parte del Genio civile del certificato antisismico dell’opera. Arrivato a settembre scorso, sono ripartiti i lavori che ora, dopo la proroga, devono chiudersi entro il 30 aprile».
In due mesi bisognerà ultimare quello che oggi è solo uno scheletro di acciaio. Ma, una volta finita la struttura servirà un altro bando per gli arredi interni. «Faremo il bando a breve», assicura Verna, «per poter aprire poi subito questa struttura di Protezione civile moderna, funzionale, efficiente a garanzia della sicurezza, in caso di calamità naturali ed emergenze, di un territorio che abbraccia 10 comuni”. Che nel frattempo stanno lavorando per mettere in rete le proprie criticità, perché in caso di emergenza ognuno deve sapere dove e come intervenire. Inoltre grazie all’arrivo nell’agosto scorso di 100mila euro dalla Regione si lavora per migliorare la comunicazione ai cittadini e tra i Comuni in tema di Protezione civile e calamità naturali e a formare gli operatori di Protezione civile.
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