Centro diurno, scontro tra ex e nuova giunta

Bianco: servizio limitato agli alunni di media. Zulli: siamo nella fase sperimentale con due operatori
GUARDIAGRELE. La consigliere comunale del gruppo “Progetto per Guardiagrele” Flora Bianco, in un comunicato precisa che il centro diurno “La Casa del sole” di cui l’amministrazione comunale ha recentemente annunciato l’inaugurazione, in realtà è una struttura che opera già da anni nella cittadina e, all’interno dell’edificio dell’ex palazzo di giustizia di via Occidentale, è stata solo e semplicemente trasferita da un locale a un altro. «Un trasferimento», precisa Bianco, «già programmato dalla precedente giunta Salvi, che è stato effettuato dopo la restituzione dei locali del giudice di pace. L’accesso al Centro, da sempre consentito ai ragazzi dai 6 ai 17 anni», precisa Bianco, «oggi è però è stato limitato solo agli alunni della scuola media, con una decisione in evidente difformità con le disposizioni del capitolato». Bianco, evidenzia infine che, nonostante l’amministrazione comunale continui a sbandierare la sua attenzione per il sociale, la realtà è ben diversa. «I servizi alla persona, come l’assistenza ai disabili e agli anziani», conclude Bianco, «hanno subìto una considerevole riduzione. I dati forniti dagli uffici comunali, dimostrano che molte sono le persone che si sono viste ridurre i servizi di cui beneficiavano».
Sull’argomento, ribatte l’amministrazione comunale. «Non è vero», osserva l’assessore alle politiche sociali, Inka Zulli, «che la giunta Salvi aveva programmato lo spostamento del Centro diurno nei locali dove si trova ora. I loro programmi erano ben diversi e documentati da atti. È falso poi dire che il trasferimento sia stato possibile grazie alla restituzione dei locali del giudice di pace. In realtà, si è potuto realizzarlo col trasferimento del comando della polizia municipale e, soprattutto, dopo un anno di intenso lavoro, un bando di affidamento a una cooperativa di servizi e continui confronti con assistenti sociali, dirigenti scolastici e responsabili dell’Ente d’ambito. È sbagliato anche affermare che l’accesso alla struttura sia stato limitato solo agli alunni della media: in realtà abbiamo solo consigliato l’utilizzo ai ragazzi di questa età in una prima fase sperimentale del servizio, in cui il Centro dispone solo di due operatori che possono garantire un servizio idoneo solo ad un certo numero di utenti». Zulli, precisa infine, che non c’è stata nessuna riduzione ai servizi di assistenza scolastica, ai disabili e agli anziani. «Lo stanziamento mensile per l’assistenza scolastica, ad esempio», precisa Zulli, «è passato dai 15.523 euro del maggio 2015 ai 21.190 del maggio 2016».
Giovanni Iannamico
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