Centro sportivo, salta l’accordo con l’ateneo
Fallisce il tentativo di accordo tra Cus e università. E l’ateneo va avanti in tribunale chiedendo il fallimento del Cus. Ieri mattina c’è stata l’udienza di fronte al collegio presieduto da Guido...
Fallisce il tentativo di accordo tra Cus e università. E l’ateneo va avanti in tribunale chiedendo il fallimento del Cus. Ieri mattina c’è stata l’udienza di fronte al collegio presieduto da Guido Campli e composto da Francesco Turco e Nicola Valletta. Era stato lo stesso tribunale a invitare università e Centro universitario sportivo a cercare una soluzione transattiva, ma ieri l’avvocato della d’Annunzio, Antonio D’Antonio, ha detto che non c’erano possibilità in merito. La «dettagliata ricostruzione di ogni singolo avvenimento e dei rapporti tra le parti» chiesta dal Cus appare a D’Antonio - come scrive in una lettera del 21 giugno - «non accettabile e possibile. Ciò perché l’ateneo ha titoli di formazione giudiziale per complessivi 4.369.308 euro - soldi, cioè, che il Cus deve alla d’Annunzio a causa di sentenze passate in giudicato - e anche perché il Cus sta agendo in tribunale con pretesi diritti di natura indennitaria o risarcitoria per complessivi 53.897.301 euro». E così la d’Annunzio chiede al tribunale se il Centro sportivo è soggetto al fallimento e, in questa ipotesi, se può essere dichiarato insolvente e, dunque, fallito. Luigi Di Alberti, avvocato del Cus presieduto da Mario Di Marco, ieri mattina si è presentato in tribunale depositando ulteriori documenti che dovrebbero dimostrare che il Cus non è soggetto a fallimento. Il tribunale si è riservato: ha 60 giorni per decidere. (a.i.)

