«Centro storico a rischio dissesto» Gli esperti lanciano l’allarme

19 Dicembre 2020

Chiuso il primo approfondimento idrogeologico sulla città da parte dell’Università D’Annunzio Aree costruite sulle acque del Feltrino e di Fosso Santo Spirito: urgente un impianto di drenaggio 

LANCIANO. Si è conclusa la prima fase dello studio del dipartimento di Ingegneria e geologia dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, commissionato al professor Nicola Sciarra e ad altri professionisti, dall’amministrazione comunale in seguito ai dissesti che hanno interessato il sottosuolo del centro storico a partire da giugno 2018 e sfociati nella grave voragine verificatasi nell’ultima porzione di corso Trento e Trieste, nei locali commerciali di quello che una volta era conosciuto come il complesso Modernissimo. Uno studio particolareggiato e per certi versi definitivo visto che il problema del dissesto idrogeologico del centro storico della città è noto da anni, ma non era mai stato affrontato con metodologia scientifica, a parte le importanti relazioni del geologo Luigi Carabba e dell’ingegnere Pasquale Di Monte che avevano avvertito già da anni di un pericolo concreto nel sottosuolo della zona, e che pure hanno partecipato all’indagine attuale.
LO STUDIO Lanciano e il suo centro storico poggiano su basi molto fragili. Lo certificano i documenti illustrati ieri dal professor Sciarra che dimostrano che, seppur piazza D’Amico, corso Trento e Trieste e piazza Plebiscito e l’intera zona dell’immediato centro cittadino sorgono su terreni da riporto e su sabbie ben addensate che garantiscono «resistenze ottimali», quelle zone sono al centro, storicamente e naturalmente, di «condotti fluviali impestanti»: a nord il fiume Feltrino e suoi affluenti e a sud il fosso Santo Spirito. «La complessità della regimazione delle acque nel sottosuolo del centro storico», spiega lo studio, «ha fondamentalmente la stessa origine e cioè la realizzazione nel 1800 e agli inizi del 1900 di due colmate che hanno sbarrato il flusso naturale di due impluvi raccoglitori di acque meteoriche di cui uno molto importante relativo alla Valle del Fosso Pietroso. Su tali impluvi ostruiti sono state realizzate la piazza D’Amico e la parte urbanizzata di piazza del Malvò». I corsi naturali delle acque sono stati letteralmente sbarrati e i flussi delle acque sotterranee assumono nel sottosuolo una traiettoria incontrollabile.
I PRECEDENTI «Ho bene in mente gli ultimi 28 mesi», commenta il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, «a partire dal 22 giugno del 2018, quando un violento nubifragio provocò l’allagamento del centro storico, fino alla voragine dell’ex Modernissimo il 16 agosto e poi il crollo di parte di vico Corsea a fine agosto. Fenomeni che si sono verificati in maniera violenta e che hanno portato alla luce un fenomeno conosciuto da anni, ma a cui fino a quel momento nessuno aveva messo mano per approfondirne cause e sviluppi. Sono seguiti due anni di lavoro intenso e silenzioso che oggi arrivano, non a una conclusione, ma a un primo fondamentale passo: una prima relazione tecnica che ci mette nella condizione di sapere cosa è successo, perché è successo e cosa si può fare».
LE CRITICITÁ Il sistema drenante al di sotto di piazza D’Amico è insufficiente e a seguito di fenomeni piovosi eccezionali si crea un sovraccarico di saturazione dei terreni da riporto che può provocare filtrazioni importanti e conseguenti dilavamenti del terreno. È ciò che è accaduto ai locali dell’ex Modernissimo. Andrebbero quindi ipotizzate importanti opere di drenaggio e smaltimento delle acque di filtrazione e fognarie.
I COSTI Gli interventi in urgenza dell’estate 2018 sono costati 100mila euro per un primo tempestivo intervento di riempimento della voragine e messa in sicurezza dell’edificio a rischio implosione; 65mila euro sono serviti per il sistema di monitoraggio e incarichi professionali. Altri 85mila euro sono stati stanziati nel 2019. L’intervento su vico Corsea è costato 300mila euro. Altri 80mila euro sono stati stanziati dalla Regione in seguito all’emendamento presentato dal consigliere Francesco Taglieri (M5s) per intervenire sul problema del dissesto nel centro storico. «Nel prossimo bilancio», avverte Verna, «chiederò un impegno per un mutuo non inferiore a quanto già investito. Non si può più ignorare il problema».
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