Centro vaccinale, spese al Comune

Covid. Intesa con la Asl per il locale della Fiera, l’azienda dà solo personale e dosi
LANCIANO. Spese di gestione, utenze e manutenzione sono a carico del Comune, la Asl metterà personale per i vaccini e dosi. È la convenzione firmata tra Comune e Asl per l’utilizzo dell’ex padiglione ristorante della fiera trasformato dall’ente in nuovo hub vaccinale (100mila euro di lavori: 70mila fondi Covid, 30 mila del Comune) al posto del PalaMasciangelo, restituito ad ottobre alle società sportive. La convezione, della durata di un anno, è fondamentale per l’uso dell’hub che il Comune ha ottenuto in concessione dall’ente fiera per 9 anni, prorogabili, e che così ha potuto cedere alla Asl che non ha spazi propri in cui effettuare le vaccinazioni anti Covid. Ma i costi, anche le utenze che pesano come un macigno sui bilanci pubblici, sono a carico del Comune. Si legge infatti sulla convenzione che l’ente ha ad “esclusivo carico tutte le spese di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria dell’hub, compresi i costi per le utenze di acqua, luce e gas. Deve assicurare alla Asl la fruizione per almeno 12 ore al giorno (8/20), per sette giorni alla settimana del centro». Non solo: sempre il Comune deve aprire e chiudere l’hub, assicurare la pulizia dei locali, fornire pc, stampanti e connessione internet. La Asl? Fornirà personale e vaccini. Il problema è capire però quando l’hub aprirà e quindi la convenzione sarà attiva. Al momento è aperto il poliambulatorio di San Vito e dalla Asl fanno sapere che non ci sono date per Lanciano. Lo “stallo” è legato al fatto che i vaccini non si fanno: la 4ª dose non è decollata e nemmeno l’incentivo dei vaccini antinfluenzali ha fatto salire i numeri. L’azienda parla di 150 dosi al giorno nell’intera provincia, mentre prima se ne facevano 450 al giorno solo al PalaMasciangelo. Quando si è progettato l’hub, invece, la situazione era diversa: in piena pandemia e con il boom di vaccinazioni. Che fare? «Resta l’idea di non usare il nuovo hub solo per i vaccini anti-Covid o influenzali ma aprirlo anche per altri, ad esempio quelli dei bambini, visto che nel distretto di via Don Minzoni si sta stretti», fanno sapere dall’azienda sanitaria. Un’ipotesi che non renderebbe “vana” la realizzazione di una struttura costata 100mila euro che la giunta Paolini ha sempre detto che non lascerà vuota perché avendo anche un fine sociale può essere concessa a enti no profit. Gli spazi comunali sono sempre molto richiesti.
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