Centro vaccini, scambio di accuse Schael: la Asl andrà avanti da sola

17 Marzo 2021

Si accende la polemica all’indomani della decisione di Ferrara di negare l’ex asilo all’azienda sanitaria Il dg: con il Comune non può esserci sintonia. Il primo cittadino: utilizziamo il palasport e il foro boario

CHIETI. «Sono esterrefatto. Devo aver litigato a mia insaputa con il Comune di Chieti». Il direttore generale Asl Thomas Schael replica alle accuse del Comune sull’assenza di collaborazione per la campagna vaccinale anti Covid e passa al contrattacco. Dopo aver incassato il no del sindaco Diego Ferrara alla concessione dell’ex asilo di Madonna delle Piane come nuova sede vaccinale, decide di andare avanti da solo. «Farò conto solo sulle nostre forze», annuncia, respingendo al mittente la volontà del Comune di aprire alle vaccinazioni la palestra di Colle dell’Ara. Accetterà invece l’aiuto dell’università che fin da subito ha messo a disposizione di chi ne aveva bisogno aule e strutture sportive, a cominciare dal PalaUda di via dei Vestini. Ferrara, invece, tiene il punto: si dice disponibile a concedere l’ex asilo solo se lo stabile verrà adibito successivamente a distretto sanitario di base, chiuso allo Scalo da Schael a novembre 2019. Il Comune ha fatto anche da intermediario per aprire una sede vaccinale negli spazi espositivi del Foro Boario, ottenendo il primo via libera dalla Camera di commercio. Ma la questione tiene banco anche a livello politico e a Ferrara arriva il sostegno del suo partito, il Pd, secondo cui «Schael si scontra solo con le amministrazioni di centrosinistra».
LA ASL Schael riparte dalla sede vaccinale all’ex asilo, dice che sarebbe stato pronto a investire fondi Asl per poterlo aprire e spiega anche perché ha rifiutato la proposta del Comune di utilizzare la palestra di Colle dell’Ara: «Mi è stato detto che i lavori di adeguamento dell’ex asilo avrebbero richiesto un investimento maggiore di quello previsto e io mi sono reso disponibile a integrare la parte mancante con nostri fondi, pur nella difficoltà procedurale di finanziare interventi su immobili non nostri. Per questa stessa ragione era irricevibile la proposta di un altro fabbricato, in condizioni strutturali ancora peggiori». Il manager smentisce anche la mancata collaborazione di cui lo accusa il Comune: «Non ho litigato con nessuno e mi sono posto sempre con grande apertura e spirito di collaborazione verso l’amministrazione comunale di Chieti come con tutte le altre, di qualunque orientamento politico. Perciò resto sconcertato davanti alla polemica cercata a ogni costo, alla caciara che viene preferita alla costruzione di un rapporto civile e franco per il bene di tutti». Il manager difende anche la scelta di voler spostare il consultorio, anziché il distretto sanirario, nell’ex asilo. E alla fine sbotta: «Con il Comune non può esserci sintonia, farò conto solo sulle nostre forze. Come, d’altra parte, è accaduto finora, perché abbiamo vaccinato più di 1.000 over 80 nelle nostre strutture, e impiegato molte unità del nostro personale anche nello screening di massa. La vaccinazione sarà assicurata con linee potenziate nelle nostre strutture e grazie all’università, che non ha mai fatto venir meno lealmente la propria collaborazione, anche allo Scalo sarà garantito lo stesso servizio».
LA CONTROREPLICA «In merito all’ex asilo Peter Pan, mi preme precisare», dice Ferrara, «che nessuno ha mai cercato la rissa a cui il direttore Asl si riferisce nella sua polemica risposta alla nostra esigenza di assicurare alla città, in tempi brevi, un distretto sanitario di base in quei locali, una volta finite le vaccinazioni». Quanto alle vaccinazioni, oltre all’offerta di utilizzare la palestra di Colle dell’Ara, il Comune si è fatto da tramite con Camera di commercio per l'uso dei padiglioni espositivi al Foro Boario: «Abbiamo ricevuto un primo sì della Camera di commercio», fa sapere il sindaco, «giovedì si riunirà la giunta camerale da cui dovrebbe arrivare il via libera». Il sindaco torna poi sulla necessità di riaprire il distretto sanitario scalino: «È un’esigenza concreta», sottolinea, «dopo che la Asl mesi fa ha privato sine die la comunità di servizi che, fra l’altro in un momento così delicato, alleggerirebbero il carico delle strutture sanitarie oberate dai ricoveri Covid che paralizzano l'attività sanitaria». A sostegno di Ferrara si schiera subito il Pd: «Il sindaco», dice il capogruppo Pd Filippo Di Giovanni, «sta facendo sulla sanità un lavoro importante, superando i tanti ostacoli che si sono frapposti nei rapporti fra Comune e Asl. Il primo fra tutti, la mancata convocazione “causa Covid” dell’assemblea dei sindaci per rimettere in moto il Comitato ristretto di cui Chieti ha la presidenza di diritto. Anche sugli screening il Comune ha dovuto rendere possibile la campagna massiva di tamponi coprendo tutti i deficit organizzativi che il manager ha via via provocato». Conclude il capogruppo Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci: «La sanità abruzzese, quella della provincia di Chieti in particolare, di tutto ha bisogno tranne che di un manager che si mette a fare politica al posto di amministrare».