Centrodestra, strappo di Bomba «FdI va con l’ex sindaco Paolini»

Il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia rinuncia alla sua candidatura e abbraccia il Polo civico L’ira della Lega. Memmo: «Se questa non è una iniziativa personale, è un tradimento alla coalizione»
LANCIANO. Paolo Bomba, dopo un lungo tira e molla nel centrodestra, colpi bassi e finte strette di mano, rinuncia alla sua candidatura a sindaco annunciata nel novembre 2019 e decide d’accordo con il suo partito, Fratelli d’Italia, di appoggiare quella di Filippo Paolini. Una scelta arrivata in sordina venerdì sera, che ha sorpreso lo stesso Paolini. L’ex sindaco ringrazia della fiducia da parte di colui che è stato il suo vice 10 anni fa, ma ora dovrà riunire il suo gruppo, quel Polo civico che stava formando con Tonia Paolucci (Lia) per discutere di questo appoggio: con FdI il polo non sarebbe più civico. Una decisione che ha spiazzato pure gli alleati di FdI, ossia Udc, Cambiamo, Forza Italia e che ha fatto infuriare soprattutto la Lega che, tramite il coordinatore cittadino Fausto Memmo, parla di «tradimento della coalizione e degli elettori».
LA RINUNCIA Ci si attendeva nel centrodestra ancora senza candidato sindaco e sempre più allo sbando, il passo indietro di uno dei contendenti tra Paolo Bomba, appoggiato da Fratelli D’Italia, e l’avvocato Danilo Ranieri, l’uomo sostenuto della Lega. Il passo indietro è arrivato, lo ha fatto Bomba, ma non in favore di Ranieri, bensì di Filippo Paolini, ex sindaco di Lanciano (2001/2011). «Insieme ai dirigenti di Fratelli d’Italia, che ringrazio per avermi sostenuto in questi mesi con determinazione, riteniamo di poter valutare positivamente una convergenza sulla figura di Filippo Paolini, che ha già dato prova delle sue indiscusse capacità amministrative. Mi auguro che sull’autorevole candidatura di Paolini si possa trovare la sintesi per la coalizione, costruire la vittoria del centrodestra e creare le condizioni per un futuro migliore per Lanciano». Queste le parole di Bomba in una lettera aperta alla città che ha scosso soprattutto la Lega e creato apprensione anche nel polo civico. «L’amore per la città viene prima di ogni altra cosa, incluse le ambizioni personali», spiega il capogruppo in consiglio comunale di Fdi, «ed è per questo, con senso di responsabilità e per facilitare l’aggregazione di una coalizione larga e vincente, che sono pronto a mettermi da parte». Una rinuncia ad ambizioni vecchie e pure lecite, visto che Bomba è stato sempre il consigliere più votato, per dimostrare che chi tiene ai personalismi più che all’unità del centrodestra non è di certo il partito di Giorgia Meloni.
L’EX SINDACO «Sono sorpreso», commenta Paolini che deve ufficializzare la sua candidatura, «mi sono sentito telefonicamente con Paolo. Lo ringrazio per la stima. Siamo legati da ottimi rapporti ma non pensavo che proponesse me come sintesi per il centrodestra. Sto lavorando alla formazione del Polo civico, ma sono sempre stato aperto ai partiti, al dialogo e al confronto. Se ci saranno le condizioni per andare assieme ben vengano, ma non entro nelle scelte dei partiti». Nel Polo civico oltre a Paolini ci sono Tonia Paolucci, Graziella Di Campli, e altre liste civiche. A queste si potrebbe aggiungere quindi FdI e pure Nuova Lanciano. La lista che fu di Bomba appoggiava il geometra e ora che ha ritirato la candidatura può scegliere se convergere o meno su Paolini. Il gruppo punta sempre all’unità del centrodestra, come dice il coordinatore Alessandro Di Martino che annuncia l’ingresso in lista di Sandro Sala, ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano.
LA LEGA E se Forza Italia, Udc e Cambiamo attendono, la Lega tramite il coordinatore Memmo, parla di tradimento di Bomba e FdI. «Sono convinto che quella di Bomba sia una mera uscita personale e non anche in nome e per conto di Fratelli d’Italia», dice Memmo. «Se così non fosse, sarebbe chiaro che il partito della Meloni non intende più far parte della coalizione di centrodestra con un evidente tradimento nei confronti degli altri alleati e degli elettori. Ci siamo sempre resi disponibili anche a un passo indietro per il bene della città, ma la sintesi deve avvenire al nostro interno. L’obiettivo comune deve essere quello di una crescita costante del centrodestra. Se FdI intende sottrarsi a tutto ciò, si assumerà la responsabilità della rottura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

