Cerimonia in ricordo di 38 internati

Castel Frentano. Cinque “pietre d’inciampo” collocate in piazza Crognale
CASTEL FRENTANO. Rimarranno a futura memoria le cinque “pietre d’inciampo” collocate, martedì scorso, dallo stesso artista che le ha realizzate, Gunter Demning, in piazza Giuliano Crognale: serviranno per ricordare Artur Fuerst e Betty Abrahamson (marito e moglie) e Salo Nagler, Eige Fitzer e Giacomo (padre, madre e figlio), internati in paese dal 1941 al 1943, mandati a morire ad Auschwitz. L’iniziativa è stata del liceo scientifico di Lanciano in collaborazione con l’isituto comprensivo di Castel Frentano e l'amministrazione comunale. Castel Frentano fu uno dei ventotto comuni, in provincia di Chieti, scelti per l’internamento libero, per ebrei e no, dal 1941 al 1943. Complessivamente trentotto furono gli internati in paese; di questi ventitré ebrei, dodici dei quali, dopo le retate delle SS, morirono ad Auschwitz. I castellini non furono vessativi verso questi internati. A dimostrazione di ciò è utile una lettera di Rosetta Weintraub (datata marzo 2013 e riportata nel libro “Tempo della memoria-Internati a Castel Frentano 1941-1943”) la quale nel 1943 si trovava in paese insieme ai suoi genitori: «Desidero ancora una volta esprimere la mia infinita gratitudine agli abitanti del vostro meraviglioso paese che ci aiutarono, rischiando tanto, a sopravvivere. Se sono ancora viva e se i miei genitori furono in grado di vivere fino alla fine naturale dei loro giorni, lo dobbiamo in gran parte al grande cuore degli abitanti di questo paese». (m.d.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

