Cgt condannata per l’ecoristoro

25 Aprile 2015

Treglio, la società dell’impianto a biomasse deve versare al Comune 36mila euro

TREGLIO. La Cgt (Gestione calore Treglio), società titolare dell’impianto a biomasse in contrada Paglieroni, è stata condannata ieri dal giudice del tribunale di Lanciano, Marina Valente, a sborsare subito 36mila euro al Comune di Treglio in seguito al decreto ingiuntivo presentato dall’ente nei confronti dell’impresa. La controversia tra il Comune e la Gct, società proprietaria della centrale a biomasse da un megawatt che produce energia dalla combustione di cippato e sansa disoleata, è nata in seguito a una convenzione stipulata prima dell’avvio dell’attività, tra l’amministrazione comunale e la società, in cui quest’ultima si impegnava, a titolo di ecoristoro, a concedere al Comune un contributo di 41mila euro l’anno dal 2012 per 15 anni, per un totale di 650mila euro. Ma di tutta la somma accumulata dall’avvio della centrale, il Comune aveva ricevuto finora soltanto una minima parte. Di qui la decisione del sindaco, Massimiliano Berghella, di avviare il contenzioso nei confronti della società.

«Nonostante i solleciti», spiega Berghella, «in questi anni abbiamo ricevuto dalla Gct solo 10mila euro. Così, con l’avvocato Federico Di Martino, ci siamo rivolti al giudice dal momento che la società ha sempre risposto di non avere quelle somme a disposizione. Ora il giudice ci ha assegnato una prima tranche di denaro, come provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo». La prima udienza del processo era stata discussa a novembre scorso. Il sindaco ha sempre affermato che i soldi ricevuti a titolo di ecoristoro per la presenza dell’impianto a Treglio sarebbero stati utilizzati «essenzialmente per tematiche ambientali» in modo che il piccolo borgo diventasse un esempio di buone pratiche nei confronti dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha inviato alla Procura di Lanciano, Provincia e Regione una relazione dell’ingegnere Tommaso Giambuzzi (esponente dell’associazione Nuovo Senso Civico) in cui erano evidenziate violazioni, inadempienze e lacune nelle attività del sansificio Vecere e della centrale a biomasse della Gct, società che, a livello di proprietà, risultano collegate tra loro. Il sindaco in una lettera agli enti aveva chiesto che fossero revocate le autorizzazioni per lo svolgimento delle attività dei due impianti. Tra gli elementi contenuti da Giambuzzi, anche il fatto che, in questi anni, «nessuno si sia mai preoccupato di accertare se nell’impianto siano stati o meno trattati rifiuti».

Daria De Laurentiis

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