Charlie e Noemi, momenti terribili

Il papà della piccola di Guardiagrele: nella malattia tutelare la libertà di scelta
GUARDIAGRELE. «Quando è nata mia figlia i medici le diedero 3 mesi di vita, noi abbiamo deciso di permetterle di andare avanti fino a quando possibile, attaccata a macchinari. Oggi ne abbiamo 10 in casa, sebbene con poca assistenza. I medici ci dissero 'non ha speranza’, ma nonostante tutto alcuni ci hanno supportato nella nostra scelta». Sono le parole di Andrea Sciarretta (nella foto), padre di Noemi, la piccola di Guardiagrele di 5 anni affetta da atrofia muscolare spinale (Sma1), grave malattia neurodegenerativa. «Leggo tante cose sul caso del piccolo Charlie Gard», dice Andrea, «da persone che vivono al di fuori della malattia. Io dico che bisogna sempre tutelare, nella malattia, la libertà di scelta». Presidente dell'associazione Progetto Noemi, Sciarretta si batte da anni per ottenere cure e assistenza ai pazienti, ma anche alle famiglie chiamate ad assistere 24 ore al giorno persone non autosufficienti. «Mi rivedo molto nella vicenda del bambino britannico di 11 mesi. Anche noi» commenta «abbiamo vissuto momenti terribili, avevamo davanti il buio e la mancanza di speranza». Contro la decisione di 'staccare la spina’ il giovane papà abruzzese si dice convinto che «la ricetta non è staccare la spina, ma poter fare esprimere la ricerca, i medici, i genitori soprattutto con fondi e onestà».

